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sabato 1 ottobre 2011

Salona

Salona

Conquistata dai Romani nel 78 a.C., è la città natale di Diocleziano che nel 305, quando decise di ritirarsi a vita privata, vi fece costruire nei pressi il celebre palazzo.
Salona fu poi la sede dei magistri militum per Illyricum, Marcellino e Giulio Nepote; quest'ultimo vi ritornò dopo essere stato deposto dal soglio imperiale nel 476, e qui morì nel 480.
Nel 535, durante la guerra greco-gotica, Salona fu riconquistata dai bizantini che ne scacciarono gli Ostrogoti. In questa occasione le mura furono rinforzate con l'aggiunta delle punte triangolari che s'intervallavano alle torri quadrangolari.

Nel 639 Salona fu distrutta da un attacco degli Avari: i superstiti si trasferirono a Spalatum, il villaggio fortificato che era sorto attorno al palazzo. 
Vi si distinguono una urbs vetus e, ad est di questa una urbs nova, cresciuta progressivamente a partire dall'età augustea fino al fiume Iader (Iadro)


Manastirine: Nella località di Manastirine, a nord della cinta muraria di Salona, dal I secolo d.C. si forma una necropoli pagana, documentata da numerosi epitaffi e pietre tombali degli horti, i piccoli lotti di terreno per uso sepolcrale.
In questo cimitero fu sepolto il martire e vescovo di Salona Domnio (o Domnione), arrivato da Antiochia. Fu martirizzato nell'arena dell'anfiteatro di Salona il 10 aprile 304 nel corso delle ultime persecuzioni di Diocleziano. Intorno alla sua tomba furono poi seppelliti i cristiani salonitani.
Verso la metà del IV secolo venne costruito un semplice edificio rettangolare, la cappella memoriale , nella quale si trovava la tomba del martire Domnio e le tombe di suoi successori nella sede vescovile, con il sarcofago nel quale si trovavano i resti di un altro martire, il diacono Settimio. Nello stesso tempo furono costruite le cappelle funerarie private nelle quali si trovavano le tombe ed i sarcofaghi dei ricchi cristiani. Queste costruzioni sepolcrali vennero edificate ad anello intorno alla cappella memoriale.
Nel corso delle invasioni germaniche alla fine del IV secolo il complesso venne parzialmente distrutto ed in seguito, nel corso del V secolo, sopra fu costruita la basilica con l’abside ad est.
La cappella con la tomba del martire e vescovo di Salona, Domnio, si trova nel presbiterio della basilica.
Nel corso del VI secolo, la basilica fu ricostruita. Al lato ovest venne aggiunto il nartece con la triplice entrata, mentre l’arredo dell’interno fu rinnovato. Nella navata centrale fu costruita la schola cantorum, cinta da plutei.

Nel VII secolo papa Giovanni IV Dalmata fece traslare le spoglie di San Domnio, S.Settimio e degli altri martiri sepolti insieme a loro nella cappella di S.Venanzio nel battistero lateranense a Roma, per sottrarle alle scorrerie degli Avari.


Giallo: cappelle funerarie private, metà IV sec.
Azzurro: basilica paleocristiana, metà V sec.
Rosso: addizioni del VI secolo

  1. Hortus, necropoli pagana, I-III sec.
  2. Presbiterio
  3. Nartece
  4. Schola cantorum
  5. Sepolcro di Domnio

Nartece e ingresso alla navata centrale

Basilica inquadrata dall'abside


Navata principale, al centro si nota la schola cantorum

Cappella funebre all'angolo NE della basilica

 

Porta cesarea
A tre fornici e fiancheggiata da due possenti torri a pianta ottagonale. Rappresentava l'accesso principale all'urbs vetus e fu costruita durante il regno di Ottaviano Augusto (30-23 a.C). Il fornice centrale era riservato al passaggio dei carri mentre i due laterali ai pedoni




Edificata con larghi blocchi di pietra locale tagliata (opus quadratum), si presentava a due piani, con quello superiore riccamente decorato da colonne scanalate e capitelli composti che scandivano ampie aperture fenestrate. Il piano inferiore era meno elaborato e comprendeva al suo interno una piccola corte – propugnaculum (3) – dal significato difensivo.
Con l'estendersi della città, la porta cesarea perse il suo significato di ingresso principale e si trasformò in una sorta di arco trionfale. Nel IV sec fu profondamente ristrutturata e arricchita di nuove decorazioni come la personificazione della città (Tyche).

 
Tyche salonitana, IV secolo


 Centro episcopale


  1. Oratorio A
  2. Oratorio B
  3. Basilica urbana
  4. Nartece
  5. Basilica meridionale
  6. Chatecumeneum
  7. Battistero
  8. Episcopium
  9. Porta d'ingresso principale all'Episcopium

Il centro della Salona paleocristiana si formò nel lato nordovest della parte orientale della citta. In quest’area nel V secolo furono costruite due basiliche longitudinali, le cosiddette basilicae geminae, nonché il battistero ed il palazzo vescovile.
A nord del centro paleocristiano è situata una costruzione dalla fine del III secolo oppure dall’inizio del IV secolo, la quale fu interpretata da Dyggve come Oratorio Adomus ecclesiae – il luogo segreto della liturgia cristiana del popolo di Salona. Le nuove ricerche non confermano però tali teorie.
La basilica settentrionale, Basilica urbana, la piu grande chiesa dalmata, fu originariamente consacrata a Cristo, mentre quella meridionale fu dedicata a Domnio e ad altri martiri di Salona.
Ad ovest si trova il nartece, l’atrio coperto, comune ad ambedue le basiliche. Iscrizioni riportate sul mosaico dell’abside sottolineano che la costruzione della chiesa fu iniziata dal vescovo Simferio (IV sec.), e terminata dal vescovo Esichio.

Basilica urbana
A nord delle due basiliche si trovava il battistero rettangolare con il fonte battesimale esagonale ricoperto di marmo. Ad ovest del battistero si trovava il catechumeneum, la sala per l’insegnamento religioso, mentre ad est si trovavano le stanze secondarie : la sala d’aspetto e lo spogliatoio.
A nord della basilica urbana fu costruita la residenza vescovile che aveva il suo ingresso principale lungo la via di Pietro, così detta per il rinvenimento di numerosi frammenti recanti il monogramma di questo vescovo.
Nel VI secolo l'area del centro episcopale fu rinnovata. Il vescovo Onorio II sul lato longitudinale della basilica meridionale fece costruire una nuova chiesa monumentale, a forma di croce greca e la ornò con ricchi arredi ecclesiastici. Al posto del battistero rettangolare, ne venne costruito un nuovo, ottagonale, al cui centro si trovava il fonte battesimale a forma di croce, coperto di marmo. L’interno del battistero era circolare, articolato da nicchie semicircolari e monumentali colonne di marmo. L'interno era riccamente ornato. Gli affreschi ed i mosaici in oro coprivano le mura e la cupola, mentre il pavimento era in marmo variopinto.


Battistero

Nartece (4)

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