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lunedì 26 marzo 2012

complesso della Panagia Crysopolitissa, Paphos, Cipro

complesso della Panagia Crysopolitissa, Paphos


A. Chiesa gotica
B. Chiesa di S.Ciriaco, XVI secolo
C. Basilica Bizantina La prima basilica risale al IV sec. e possedeva 7 navate ridotte a 5 nel rifacimento del VI sec. Ha una pianta molto irregolare, presenta forma trapezoidale e dimensioni eccezionali (53-48 metri x 37-37 metri)  con abside semicircolare all’interno e pentagonale all’esterno. Unico esempio a Cipro, mostra una seconda abside costruita all’interno della prima, come si vede dalla pianta.
D. Atrio
E. Nartece


In primo piano i resti dell'atrio che sopravanzava la basilica bizantina, sullo sfondo e a sinistra la chiesa di S.Ciriaco


lacerto musivo al centro dell'atrio (cfr. con i mosaici della basilica di  Agios Filon)


Colonne della navata meridionale della basilica bizantina e chiesa di S.Ciriaco


Secondo la tradizione a questa colonna fu flagellato S.Paolo prima di riuscire a convertire il proconsole romano Sergio Paolo, durante il suo primo viaggio di predicazione condotto insieme a Barnaba, che era originario dell'isola, nel 45 (AdA, XIII, 4-12).

domenica 25 marzo 2012

basilica Campanopetra, Salamis (Costanza), Cipro

basilica Campanopetra, Salamis (Costanza)

La basilica della «Campanopetra» è il primo monumento di Salamina scavato nella sua quasi totalità dalla missione francese dell'Istituto Courby (Università di Lione), creato nel 1964 da Jean Pouilloux. L'esplorazione iniziata nel 1965 è stata bruscamente interrotta dalla guerra nel 1974, ma grazie alla documentazione già accumulata, Georges Roux ha potuto condurre lo studio di questo monumento eccezionale sino alla pubblicazione, comparsa nel gennaio 1998 degli scavi in Salamina di Cipro.
   La Campanopetra è stata costruita alla fine del V secolo a Salamina-Costanza, allora metropoli cristiana e politica di Cipro; fu ulteriormente abbellita sotto Giustiniano (527-565), al cui tempo fu la più bella e rinomata basilica di Cipro. Molto danneggiata dalle incursioni arabe del VII secolo, fu utilizzata come cava di marmo al tempo dei Lusignano.
   Collocata in vicinanza del mare, il monumento ha beneficiato di uno spazio libero e sgombro di qualsiasi costruzione anteriore, il che permise all'architetto di impiegare in maniera armoniosa i diversi elementi. È l'unica delle basiliche paleocristiane di Cipro la cui pianta ci sia interamente conosciuta.


   Lungo metri 152,10, l'insieme basilicale è costituito da due rettangoli l'uno incastrato nell'altro; il più largo, ad ovest, composto di una vasta corte e di un atrio, è riservato ai servizi (riunioni, alloggi, abluzioni); l'altro, consacrato al culto, comprende la chiesa a cinque navate e l'atrio orientale; solo il battistero sporgeva sul lato nord.

la navata centrale con l'abside provvisto di synthronon sullo sfondo


l'atrio occidentale con al centro due colonne superstiti

   Con il suo grande cortile d'ingresso ad ovest, che precede l'atrio quadriportico su cui si affacciano le celle dei monaci, è un esempio tipico di basilica urbana di pellegrinaggio, gestita da una comunità monastica. Lo sconosciuto architetto, un artista di grande talento, si è liberamente ispirato alla pianta della basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme: il carattere più significativo è la presenza, oltre all'atrio occidentale che conduce all'ingresso della chiesa, di un secondo atrio dietro le absidi, destinato, come a Gerusalemme, ad accogliere una reliquia particolarmente preziosa: Roux avanza l'ipotesi che sarebbe stato costruito per ospitare un frammento della Santa Croce.


al centro mura perimetrali dell'abside e sullo sfondo colonnato dell'atrio orientale



   Numerosissimi frammenti di marmo del Proconneso sfuggiti ai forni da calce testimoniano il lusso della decorazione. L'architetto sembra aver creato per la sua basilica un modello originale di capitelli, in cui le volute sono sostituite da eleganti rameggi d'acanto; opere di una stessa bottega, apparentemente costantinopolitana, essi offrono un repertorio completo delle varietà dei capitelli di questo stile e permettono preziose osservazioni sulla loro tecnica di fabbricazione, portata a termine in loco. Resti di pavimenti in opus sectile e qualche tessera di mosaico colorato lasciano immaginare anche l'esistenza di una sontuosa decorazione dei muri e dei pavimenti, purtroppo scomparsa da lungo tempo. La Campanopetra offre un documento di grande interesse su un lungo periodo della storia di Cipro e di Salamina-Costanza, ed anche su quello che si potrebbe chiamare il classicismo della grande architettura paleocristiana influenzata dalla capitale, Costantinopoli.

corridoio laterale meridionale



Basilica di S.Epifanio, Salamis (Costanza), Cipro

Basilica di S.Epifanio, Salamis (Costanza)


Risale al IV sec. e venne edificata durante l’ufficio del vescovo Epifanio (386-403)  ma venne successivamente profondamente rimaneggiata nel VI sec. Originariamente a 7 navate, misura 57 m.x35. La navata centrale era separata dalle laterali da 2 file di quattordici colonne con capitelli corinzi. L' abside è semicircolare e provvisto di synthronon. Fu completamente distrutta durante le incursioni arabe del VII sec.
A sud dell’abside si osservano le rovine di una chiesa più piccola edificata dopo la distruzione della basilica.


la navata centrale con l'abside sullo sfondo


la navata settentrionale con il relativo annesso visibile nella pianta 


gradini di accesso alla vasca battesimale


l'ipocausto rinvenuto sotto il battistero testimonia che durante i mesi invernali il battesimo era impartito ai catecumeni con acqua calda.

lacerto del pavimento musivo


basilica di Agios Filon, Rizokarpaso, Cipro

basilica di Agios Philon, Rizokarpaso

facciata absidale

E' una chiesa bizantina del XII secolo, a tre navate e ricoperta da cupola, eretta su una precedente basilica paleocristiana del V secolo che presentava un capocroce a tre absidi semicircolari con presenza di passaggi tra gli emicicli absidali. Era sopravanzata da un atrio porticato e presentava un battistero annesso. Mosaici geometrici che decoravano il pavimento dell'antica basilica sono ancora visibili nelle parti dove non insiste la chiesa più recente. 
Secondo la Vita di S.Epifanio, san Philon fu mandato a Cipro dalla sorella degli imperatori Arcadio e Onorio, Pulcheria, per convincere Epifanio a recarsi a Roma per guarirla con le preghiere e l'imposizione delle mani da una pericolosa malattia. Epifanio rimase da lui così favorevolmente impressionato da nominarlo primo vescovo della sede di Karpaso (382), obbedendo ad una rivelazione divina ed affidandogli anche la sua diocesi di Salamis per il periodo in cui sarebbe stato assente dall'isola. 


lato settentrionale, al centro si nota l'impianto residuo della cupola


facciata meridionale


battistero della basilica del V secolo


pavimento del porticato dell'atrio


pavimento a mosaico del V secolo

sabato 24 marzo 2012

Basilica di Agias Trias, Cipro

Basilica di Agias Trias (Agialousa, località Optomylia. Sipahi)


Presenta un capocroce a tre absidi semicircolari ed è preceduta da un nartece che, all’estremità sud, comunica per mezzo di un tripylon con una piccola sala absidata. La pianta è a tre navate separate da 2 file di 5 colonne. L’atrium è anteposto al nartece e si presenta a tre portici. Un annesso che termina con un abside appare addossato alla parete sud.



La basilica fu costruita agli inizi del VI secolo e completamente distrutta durante le incursioni arabe del VII secolo. Successivamente furono costruiti una piccola chiesa ed altri edifici a sud della basilica originaria, distrutti a loro volta nel IX secolo quando il sito fu definitivamente abbandonato per essere riscoperto solo nel 1957. 

vista sul lato meridionale del nartece che comunica con una sala absidata per mezzo di un trypilon

Le tre navate ed il nartece erano completamente ricoperti da pavimenti musivi prevalentemente a motivi geometrici. Due iscrizioni inserite nella pavimentazione a mosaico informano circa i finanziatori della basilica


Questa iscrizione, posta immediatamente dinanzi al Santuario, informa che il diacono Eraclio finanziò la realizzazione di questa parte della chiesa.


In quest'altra, posta all'ingresso della navata principale, Aetis, Euthalis e Euthychianos vengono menzionati come finanziatori della basilica.


Nel mosaico posto all'ingresso della navata settentrionale sono raffigurati dei sandali che richiamano l'intimazione del Signore a Mosè dinanzi al roveto ardente: Non avvicinarti (Mosè)! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa! (Esodo, 3,5). 
Nella fascia inferiore, accanto ai sandali, sono raffigurati dei melograni, simbolo di vita eterna.


l'atrio che sopravanza la basilica

Il battistero sull'angolo SO della basilica


L'annesso absidato addossato alla parete meridionale della basilica