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domenica 9 ottobre 2011

Chiesa dei santi Teodori, Mistrà

Chiesa dei santi Teodori, Mistrà


facciata occidentale
Eretta tra il 1290 e il 1295 come katholikon del monastero di Brontochion dall'igumeno Pachomios (secondo l'iscrizione ritrovata nell'epistilio e oggi al museo di Mistrà la chiesa fu costruita da Daniele e Pachomios, probabilmente i lavori furono avviati durante l'igumenia di Daniele e terminati da Pachomios).
Pianta a croce inscritta con cupola impostata su trombe angolari.
Probabilmente, a seguito della costruzione della chiesa dell'Hodegitria, che la sostituì nel ruolo di chiesa principale del monastero, assunse le funzioni di chiesa cimiteriale dei monaci.
Appartiene al tipo a “pianta ottagonale” che comincia ad apparire nella Grecia meridionale intorno all'XI sec. È caratterizzato da un vano quadrato centrale, con cupola di ampio diametro, senza sostegni liberi.
La cupola e il tamburo sono raccordati da 4 trombe angolari e da un conseguente sistema di 8 pennacchi e 8 pilastri che rappresentano il vero sostegno della cupola.
La denominazione "a pianta ottagonale" si riferisce alla conformazione dello spazio centrale della chiesa coperto da una cupola sostenuta da 8 archi. Sono quindi gli 8 pilastri posti ai vertici di un ottagono a configurare l'ottagono come base della cupola mentre lo spazio centrale sottostante ad essa rimane quadrato. 
La pianta è caratterizzata anche dalla presenza di di ambienti collaterali che attorniano su tre lati il vano centrale.
La facciata occidentale appare parzialmente nascosta da un nartece aggiunto in epoca successiva alla fondazione della chiesa. Il nartece presenta una porta ad arco ribassato fiancheggiata da due monofore, al disopra delle aperture e per tutta la larghezza del muro corre una decorazione in mattoni disposti a dente di sega. La facciata occidentale appare impreziosita dalla conformazione a timpano del braccio della croce con una finestra bifora incorniciata da mattoni e filari alterni di pietre e mattoni. 
Da notare la facciata orientale, concepita piuttosto come un disegno, il cui elemento portante è rappresentato dalle cornici di mattoni di cotto disposti a dente di sega, tralasciando la funzionalità degli elementi architettonici.

Le cornici delimitano infatti tre fascie di muratura “cloisonnè” che si alternano a due che originariamente dovevano avere un rivestimento – oggi completamente scomparso – di placche smaltate, questa alternanza sottolinea le linee orizzontali dell'edificio per armonizzare la sua massa cubica con la verticalità della cupola svettante sull'alto tamburo.

Interno della cupola

Decorazione interna:

Fino all'altezza di un metro circa c'era un fregio dipinto che imitava un rivestimento di marmo.
Al di sopra era rappresentata una fila di santi guerrieri rappresentati a figura intera.


Sulla fascia superiore a quella dei santi guerrieri erano rappresentate piccole scene della vita di Cristo e della Madonna


Frammento dell'Annunciazione raffigurata sui pilastri del bema

Nella fascia più alta che comprendeva le volte dei bracci della croce erano raffigurate le Dodici Feste (Dodekaorton) e scene dei Vangeli.

Despota o Imperatore raffigurato sulla parete settentrionale della cappella sudorientale

La cappella nordorientale contiene una sepoltura sul lato nord. Sul muro opposto è raffigurato un "Manuele Paleologo" inginocchiato davanti alla Vergine che regge il Bambino in atto di ricevere la benedizione. In basso, a piccole lettere scritte affrettatamente, c'è la data di morte: 1423. E' abitualmente identificato in Manuele II Paleologo che però morì nel 1425 e non fu sepolto a Mistrà. Inoltre la figura non indossa abiti regali nè l'iscrizione allude alla sua dignità imperiale.

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