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lunedì 21 novembre 2011

Monastero di Costantino Lips, Costantinopoli

Monastero di Costantino Lips (Fenari Isa Camii)

facciata orientale



Chiesa settentrionale (Teotokos panachrantos): eseguita per la committenza di Costantino Lips, drongario della flotta sotto Leone VI (886-912), fu consacrata nel 907 e dedicata alla Teotokos Panachrantos (Immacolata). Nel XIII sec. le venne addossato sul lato meridionale un altro edificio di culto.
Illustra chiaramente i caratteri dell'architettura del periodo medio e tardobizantino:
- Pianta a croce greca inscritta.
- Dimensioni ridotte (nucleo centrale di appena 10 m. di lato).
- Pareti alleggerite da trifore e finestroni.
- Tre absidi poligonali all'esterno.
- Nartece voltato a crociera e provvisto di galleria a cui si accede mediante un corpo scala addossato al suo lato meridionale.
- Gran parte del marmo utilizzato sembra esere materiale di spoglio proveniente da un cimitero romano di Cizico.
- Tra le chiese superstiti sembra essere la più simile alla perduta Nea Ekklesia (cinque cupole, moltiplicazione delle cappelle).
- Comparsa di piastrelle smaltate come elemento decorativo di ispirazione islamica.

interno della chiesa settentrionale


Chiesa meridionale (S.Giovanni Battista): Fondata dall'imperatrice Teodora (1), moglie di Michele VIII Paleologo, nella seconda metà del XIII sec., in una data anteriore al 1282 (morte di Michele VIII), con l'intento di imitare il mausoleo dinastico dei Comneni (complesso del Pantokrator), come testimoniato dal numero di arcosoli presenti (quello destinato a Teodora si trova ad est nella navata meridionale; vi furono sepolti anche Andronico II e Anna di Russia, prima moglie di Giovanni VIII). Dopo la morte del marito, l'imperatrice si monacò prendendo il nome di Eugenia nel monastero da lei fondato dove morì nel 1303.
Il nartece non si estende per tutta la larghezza della chiesa, per la presenza del corpo scala di quella adiacente ed è dotato di cupola;
La chiesa presenta un nucleo centrale delimitato da quattro pilastri di pietra che sostengono la cupola e tra cui si inseriscono tre coppie di colonne in modo che le navate laterali e la parte occidentale della chiesa formano un deambulatorio continuo.

lati ovest e sud, con il paraekklesion costruito in forma
di esonartece nel 1300 circa per ospitare nuove sepolture.


Da notare: all'esterno il raffronto tra la ricca decorazione delle absidi della chiesa di Teodora e la semplicità di quelle della chiesa di Lips.
Abside mediana: due teorie di arcate cieche, inframmezzate da una fascia decorativa in laterizi. Al di sopra della prima teoria di arcate, nuova fascia decorativa che culmina con un fregio di arcatelle acuminate d'ispirazione islamica.

abside della chiesa meridionale

opus sectile raffigurante Sant'Eudocia ritrovato all'interno
del complesso (oggi al Museo archeologico).

Macridy identifica la santa raffigurata con l'imperatrice Atenaide-Eudocia, moglie di Teodosio II (408-450). Gerstel, osservando che Atenaide-Eudocia viene sempre ricordata con il suo titolo imperiale e mai come santa nonché, essendo morta e sepolta a Gerusalemme, difficilmente avrebbe dato origine ad un culto nella capitale, propende invece per identificarla con Eudocia Baiana, la terza moglie di Leone VI (886-912), morta nel 901 e sepolta nel mausoleo imperiale dei SS.Apostoli.
L'icona fu ritrovata inserita capovolta nella ricostruzione del tetto della chiesa settentrionale effettuata nel XVII secolo. Dal momento che la sua superficie si presenta lievemente concava, Mango e Hawkins ipotizzano che appartenesse originariamente alla decorazione della parte inferiore dell'abside. Gerstel, che ne attribuisce la committenza a Leone VI, ipotizza che si trovasse già in situ al momento dell'inaugurazione della chiesa nel 907. Gerstel ipotizza infatti che - essendo il terzo matrimonio proibito dalla Chiesa - l'imperatore non se la sentì di onorare la memoria della moglie fondando una chiesa a lei dedicata come aveva fatto per le altre due (Teofano Martinike e Zoe Zaoutzaina), ma preferì optare per una santificazione più privata. 

Il complesso fu convertito in moschea da Alaeddin Alì Fenari sul finire del XV secolo, epoca a cui risale l'aggiunta del minareto.

Note:

(1) Il suo nome completo era Teodora Doukaina Vatatzaina ed era figlia di Giovanni Vatatzes, fratello dell' imperatore niceno Giovanni III Doukas Vatatzes (1222-1254), e di Eudocia Angelina.

 









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