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mercoledì 30 novembre 2011

chiesa dei Santi Sergio e Bacco, Costantinopoli

chiesa dei Santi Sergio e Bacco (Küçük Aya Sofya)

abside e lato meridionale

Fu fatta edificare da Giustiniano tra il 527 e il 536 - fu quindi uno dei suoi primi atti di governo - e viene considerata un antecedente di Santa Sofia (il nome turco di Küçük Aya Sofya vuol dire infatti “piccola santa Sofia”).
La chiesa era annessa al palazzo di Ormisda che l'imperatrice Teodora - le cui opere pie sono ricordate in una lunga epigrafe che corre lungo l'architrave sostenuto dal primo ordine di colonne - aveva trasformato in monastero monofisita. L'imperatore e la corte si recavano in processione in questa chiesa il martedì di Pasqua. Pare che nel monastero alloggiassero gli inviati papali e nella chiesa officiasse il clero latino residente in città.


L'involucro interno è a pianta ottagonale e s'impernia su uno spazio circolare centrale definito da quattro coppie di pilastri, all'interno delle quali sorgono altrettante coppie di colonne (tranne che in corrispondenza del bema).
All'altezza della galleria, si ripete lo stesso ordine, con la differenza che i capitelli del primo ordine sono del tipo a "paniere", quelli del secondo ionici; la trabeazione sostenuta dal primo ordine di colonne è orizzontale, su quelle del secondo s'impostano viceversa degli archi.


Il nartece presenta cinque porte di comunicazione con l'interno della chiesa.

Da notare:
- La chiesa fu costruita a incastro tra il palazzo di Ormisda a Nord e la chiesa dei SS.Pietro e Paolo a Sud, da entrambi gli edifici si poteva accedere direttamente tanto al piano inferiore che alla galleria (l'attuale scala d'accesso alla galleria che si vede nel nartece è probabilmente postuma).
- L'irregolarità dell'esecuzione che contrasta con la raffinatezza del progetto, che fa propendere per una differente mano nell'ideazione e nell'esecuzione nonchè per la necessità di adeguarsi alle preesistenti strutture del palazzo di Ormisda e della chiesa dei SS.Pietro e Paolo;
- La cupola che s'imposta direttamente sull'ottagono in assenza dell'elemento di raccordo costituito dai pennacchi, risultando costituita da sedici spicchi alternati lisci, in corrispondenza dei lati dell'ottagono e concavi, in corrispondenza degli angoli.

Fu trasformata in moschea tra il 1506 e il 1512 da Huseyn, aga degli eunuchi bianchi, i cui resti riposano in una turbe vicino alla moschea.
Il portico è invece un'aggiunta di epoca ottomana.

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