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martedì 1 novembre 2011

Le Dodici Grandi Feste bizantine (Dodekaorton)

Ciclo delle Grandi Feste dell'anno liturgico (Dodekaorton)
1. Natività di Maria (Gennesis)
2. Presentazione di Maria al Tempio
3. Annunciazione (Khairetismos=la visita)
4. Natività del Signore (Natale)
5. Presentazione di Gesù al Tempio (Ypapante=incontro, Candelora)
6. Battesimo (Baptisis, Epifania)
7. Trasfigurazione (Metamorphosis)
8. Ingresso a Gerusalemme (Baioforos=che porta la palma, Domenica delle Palme)
9. Discesa al limbo (Anastasis)
10. Ascensione (Analepsis)
11. Pentecoste (Pentecoste)
12. Dormizione della Vergine (Koimesis)


1. Natività di Maria (8 settembre)
La data non ha fondamento storico ma è quella dell'ottavo giorno dall'inizio dell'anno liturgico, che è il primo della nuova era (dopo i sei giorni della creazione e il sabato).
La fonte più antica ritenuta attendibile dalla Chiesa, che illustra la nascita e l’infanzia di Maria, è costituita dal Protovangelo di Giacomo risalente al II secolo d.C.
schema iconografico: Anna, attorniata dalla servitù, è rappresentata all'interno di un ambiente lussuoso, mentre ha appena dato alla luce Maria. Spesso sono raffigurati nella stessa scena alcuni episodi di contorno: l'Annunciazione a Anna, l'episodio della serva Giuthina (Giuditta), l'incontro tra Anna e Gioacchino alla Porta d'oro.

S.Salvatore in chora, Costantinopoli, 1316-1321


2. Presentazione di Maria al Tempio (21 novembre)
Schema iconografico: il sommo sacerdote Zaccaria, padre del Battista, prende in consegna Maria da Anna e Gioacchino. In secondo piano Maria in trono, alla sommità di una scalinata (la scala della virtù) sormontata da un ciborio, riceve, durante il suo soggiorno nel Santa santorum, il pane celeste dalle mani di un angelo.

Monastero di Dafni, fine XI secolo

San Nicola di Rhodia, Kirkizates (Arta), inizi XIII secolo


3. Annunciazione (25 marzo) 
La fonte principale per questa scena è costituita dal seguente passo del Protovangelo di Giacomo:

[10, 1] Ci fu un consiglio dei sacerdoti, e dissero: "Facciamo una tenda (velo) per il tempio del Signore". Il sacerdote disse: "Chiamatemi delle vergini senza macchia della tribù di David". I ministri andarono, cercarono, e trovarono sette vergini. Il sacerdote si ricordò della fanciulla Maria, dato che era della tribù di David e senza macchia davanti a Dio. I ministri andarono e la condussero.
Le introdussero poi nel tempio del Signore, e il sacerdote disse: "Su, tirate a sorte chi filerà l'oro, l'amianto, il bisso, la seta, il giacinto, lo scarlatto e la porpora genuina". A Maria toccò la porpora genuina e lo scarlatto: li prese e se ne ritornò a casa sua. In quel tempo Zaccaria diventò muto: fino a quando Zaccaria riparlò, il suo posto fu preso da Samuele. Maria, preso lo scarlatto, lo filava.
[11, 1] Presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: "Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne". Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava.
[2] Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola". Ma essa, all'udire ciò rimase perplessa, pensando: "Dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente, e partorire poi come ogni donna partorisce?".
[3] L'angelo del Signore, disse: "Non così, Maria! Ti coprirà, infatti, con la sua ombra, la potenza del Signore. Perciò l'essere santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Gli imporrai il nome Gesù, poiché salverà il suo popolo dai suoi peccati". Maria rispose: "Ecco l'ancella del Signore davanti a lui. Mi avvenga secondo la tua parola".

Schema iconografico: Gabriele che solitamente nella mano sinistra regge il baculus viatorius, il segno distintivo dei portavoce imperiali, porge l'annunzio ad una giovane donna che fila la porpora seduta o in piedi (tipo a), in qualche altro caso ha tra le mani una brocca ed è vicina ad una fonte o a un pozzo (tipo b). Solitamente la scena è raffigurata sulle pareti laterali della porta bella, la porta che introduce al santuario.


Basilica eufrasiana, Parenzo, 539-560

S.Salvatore in chora, Costantinopoli, 1316-1321


4. Natività (25 dicembre)
Schema iconografico:
a. il centro della scena è occupato da una montagna piramidale che rappresenta il Cristo.
b. la Vergine è in primo piano rispetto alla montagna, solitamente distesa fuori della grotta, avvolta in un manto decorato da tre stelle che simboleggiano la sua triplice verginità (prima, durante e dopo il parto)
c. in alto gli angeli, uno dei quali reca l'annuncio ai pastori.
d. al centro della montagna si apre una grotta.
e. dinanzi alla grotta il Bambino fasciato e in una specie di sepolcro dalle pareti squadrate.
f. seduto in un angolo Giuseppe che rimugina il dubbio dell'adulterio. Secondo la letteratura apocrifa un pastore di nome Tirso - a volte raffigurato con in mano un bastone - insinua il dubbio in Giuseppe: come questo bastone non può produrre fronde, un vecchio come te non può generare, nè una vergine può partorire.
g. l'alberello che spunta da un cippo secco è la risposta di Dio a queste parole.
h. un fascio di luce scende dal cielo e si posa sul bambino.
i. il bagno del bambino - prefigurazione del Battesimo - da parte della levatrice e di Salomè.
l. spesso sono raffugurati anche i tre Re magi, perchè nella tradizione bizantina le due ricorrenze venivano ricordate nello stesso giorno.

Chiesa dei SS.Apostoli, Tessalonica, 1310-1314

Monastero di Dafni, fine XI secolo

 
5.Presentazione di Gesù al Tempio (2 febbraio, 40 giorni dopo la nascita).
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
 
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. (Vangelo di Luca, II, 22-38)


Nella tradizione occidentale l'accento è posto piuttosto sulla Purificazione della Vergine (Candelora), secondo l'usanza ebraica infatti una donna era considerata impura per 40 giorni dopo il parto di un maschio: Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. (Levitico, XII, 2-4) 


Schema iconografico: sono rappresentati Simeone il Giusto che riceve il Bambino dalle mani di Maria, in secondo piano Giuseppe, che porta due colombi in offerta e la profetessa Anna, che non si allontanava mai dal Tampio.


S.Maria foris portas, Castelseprio, IX secolo



6.Battesimo (Epifania, 6 gennaio)
La chiesa bizantina usa il termine Epifania per indicare il giorno del battesimo di Cristo: perchè non è il giorno della nascita, ma quello in cui ha ricevuto il battesimo che chiamiamo Epifania? Perchè la sua manifestazione a tutti gli uomini non data dalla sua nascita; ma dal suo battesimo, dal momento che fino ad allora molti non lo avevano conosciuto (Giovanni Crisostomo).
La visita dei Magi avviene inoltre, nella tradizione bizantina, il giorno stesso della Natività, il 6 gennaio è quindi la festa esclusiva del battesimo di Cristo.
Schema iconografico: la composizione si presenta generalmente come “spaccata” in due parti, a significare la frattura determinatasi tra Dio e l'uomo in seguito al peccato a colmare la quale giunge la figura del Cristo.
Al centro della composizione vi è sempre il Cristo nudo, immerso nelle acque del Giordano.
Alla sua destra Giovanni Battista versa con la mano l'acqua sulla testa di Gesù.
Dal cielo discende sulla testa di Gesù un raggio di luce a simboleggiare la compiacenza del Padre. A volte il raggio termina in una lunetta dove compare una colomba che rappresenta lo Spirito Santo.
Nel fiume troviamo una figura maschile che mesce l'acqua da una brocca, è la raffigurazione antropomorfica del Giordano.
Sulla destra troviamo da due a quattro angeli con le mani velate in segno di adorazione.


Nea Moni, Chios, XI secolo


7. Trasfigurazione (6 agosto, Monte Tabor)
Avviene alla presenza di Pietro, Giovanni e Giacomo. Accanto alla Luce del Signore appaiono Mosè (la Legge) e Elia (la Profezia).
Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.
Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!".
Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.
Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: "Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!".
E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro
(Vangelo di Marco, 9, 2-8)



Nea Moni, Chios, XI secolo

S.Apollinare in classe, Ravenna, 549

Nel mosaico ravennate la figura del Cristo trasfigurato appare al centro di una croce gemmata mentre Pietro, Giovanni e Giacomo sono rappresentati da tre pecorelle. 
Più in basso, al centro del prato fiorito raffigurante il monte Tabor, si staglia in atteggiamento di orante, la figura di Sant'Apollinare, primo vescovo di Ravenna, che sovrasta un gregge di dodici pecore, rappresentante la comunità dei fedeli.


8.Ingresso a Gerusalemme (Domenica delle Palme)
Schema iconografico:
Una fortezza e al di fuori un monte e, seduto su un somarello, Cristo che benedice e, dietro, gli apostoli e davanti a Cristo, sul monte un albero e sull'albero alcuni fanciulli rompono rami e li gettano a terra; e un altro fanciullo che sale e guarda in basso Cristo; e sotto il somarello ancora fanciulli, alcuni portano rami, altri si pigiano, altri distendono vestiti, altri gettano rami di palme sotto i loro piedi; e fuori la porta della fortezza Giudei, uomini e donne, che tengono sulle spalle e sulle braccia fanciulli che portano anch'essi rami, mentre altri guardano Cristo dalle mura e dalle porte laterali. (Dionisio di Furnà, Ermeneutica della pittura, XVIII sec.)


S.Nicola del tetto, Kakopetria, Cipro, XI secolo

9. Discesa al Limbo (Anastasis, Pasqua di Resurrezione)
Nell'iconografia bizantina rappresenta la Pasqua di Resurrezione. La scelta di questo tema evidenzia la vittoria sulla morte e il riscatto dal peccato.
La scena dell'Anastasis è l'unica scena della Passione di Cristo a non essere descritta nei quattro Vangeli canonici ma nell'apocrifo di Nicodemo.

[21, 3] Venne allora una voce che diceva: "Aprite le porte!".
Udita questa voce per la seconda volta, l'Ade rispose come se non lo conoscesse, dicendo: "Chi è questo re della gloria?". Gli angeli del padrone gli risposero: "Un Signore forte e potente, un Signore potente in guerra!".
A queste parole, le porte bronzee furono subito infrante e ridotte a pezzi, le sbarre di ferro polverizzate, e tutti i morti, legati in catene, furono liberati e noi con essi. Ed entrò, come un uomo, il re della gloria e furono illuminate tutte le tenebre dell'Ade.
[22,2] Poi il re della gloria afferrò per il capo l'archisatrapo Satana e lo consegnò agli angeli, dicendo: "Con catene ferree legategli mani e piedi, collo e bocca! Poi datelo in potere dell'Ade dicendo: "Prendilo e tienlo fino alla mia seconda venuta!"".
[24, 1]Mentre l'Ade così parlava con Satana, il re della gloria stese la sua mano, afferrò e drizzò il primo padre Adamo; si rivolse poi a tutti gli altri e disse: "Dietro di me voi tutti che siete morti a causa del legno toccato da costui! Ecco, infatti, che io vi faccio risorgere tutti per mezzo del legno della croce".

Schema iconografico: sotto i piedi del Cristo, che occupa il centro della composizione, si vedono le porte sconquassate degli Inferi. In primo piano Adamo ed Eva sollevati dalla mano del Cristo. Dietro di loro la schiera dei giusti: il Battista, Davide e Salomone, in abiti regali. Ai piedi del Cristo, a volte, è raffigurato Satana incatenato.

S.Salvatore in chora, Costantinopoli, 1316-1321 

Basilica dell'Assunta, Torcello, XIII secolo

Nea Moni, Chios, 1049



10. Ascensione (40° giorno dopo Pasqua, giovedì, sul Monte degli Ulivi)
E (Gesù) li condusse fuori, verso Betania, ed alzate le mani li benedisse. Mentre li benediceva si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia (Vangelo di Luca, 24, 50-2).
Schema iconografico: il Cristo, attorniato dagli angeli, occupa la parte superiore della composizione. Nella parte inferiore si dispongono la Vergine orante e gli Apostoli.
La mandorla, sostenuta dagli angeli, entro cui è assiso il Cristo, riflette la consuetudine militare di celebrare il trionfo del comandante sollevandolo sullo scudo.
Solitamente è collocata nella volta del bema.

S.Sofia, Tessalonica, 885



11. Pentecoste (50° giorno dopo Pasqua, domenica)

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi (atti degli Apostoli, 2, 1-4).

I Dodici apostoli storicamente presenti all'evento sono: Pietro, Giovanni, Giacomo, Andrea, Filippo, Tommaso, Bartolomeo, Matteo, Giacomo di Alfeo, Simone lo zelota, Giuda di Giacomo, più Mattia, scelto per prendere il posto dell'Iscariota. Spesso sono però raffigurati Paolo, Luca e Marco.


S.Apollinare Nuovo, Ravenna, VI secolo


Duomo di Monreale (Palermo), XII-XII secolo

chiesa di S.Demetrio Katsouri, Plisi (Arta), fine XIII secolo


12. Dormizione della Vergine (15 agosto)
a. i personaggi ritratti in abiti vescovili, che rappresentano la Chiesa, sono per solito Timoteo, primo vescovo di Efeso, Dionigi l'Areopagita e Ieroteo, vescovo di Atene; a volte sono raffigurati anche Giovanni Damasceno e Cosma di Maiuma, cantori delle virtù di Maria.
b. l'angelo o gli angeli in cielo sono quelli che annunciarono alla Vergine la prossimità del suo decesso.
c. i personaggi accanto al corpo della Vergine sono gli apostoli.
d. il Bambino che il Cristo tiene in braccio simboleggia l'anima di Maria che viene assunta in cielo.

S.Salvatore in chora, Costantinopoli, 1316-1321

S.Teodoro stratelatos, Trissakia, 1259-1282
 
 
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