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martedì 2 agosto 2011

Mura e Porte di Tessalonica

Mura e porte della città di Tessalonica



La prima cinta muraria fu edificata verso la metà del III sec. per difendere la città dagli assalti dei Goti. Quella attualmente ancora esistente, che incorporò la precedente ricalcandone per la maggior parte il perimetro, dovrebbe risalire alla fine del IV sec.
La nuova cinta muraria fu costruita esternamente a ridosso della precedente che venne a costituirne una sorta di contrafforte.
Ha una forma trapezoidale e un'estensione di circa 8 km. Nella parte bassa della città le mura sono rinforzate da bastioni triangolari, sul crinale della collina s'intervallano invece torri quadrangolari.
Porte principali
1. Porta d'oro----------Leophoros (via Egnazia*)----------4. Porta di Cassandria (P.Kalamaria)
2. Porta Letaia------------(via S.Demetrio)------------------3. Nuova Porta d'oro
5.Porta degli Arcangeli
6. Porta Romana
Heptapyrgion (Castello delle Sette Torri): fu costruita da Cavus Bey, primo governatore turco di Tessalonica, subito dopo la presa della città, come recita un'incrizione sopra l'ingresso della torre principale. Incorpora numerosi resti della preesistente fortezza bizantina.
Architettura: è una fortezza poligonale ricavata nell'angolo NE della cittadella anteponendo un muro all'esistente cinta muraria (che venne incorporata nel lato settentrionale) e costruendo ex novo la sua parte meridionale. Originariamente dovrebbe risalire al periodo tardobizantino.
L'intervento ottomano di maggiore evidenza consiste nel rifacimento della porta d'ingresso e dell'intera torre principale sul lato sud che utilizza come materiale di reimpiego numerose lastre di marmo scolpite di epoca bizantina.
La fortezza fu sede del governatorato fino alla fine del XIX sec quando fu trasformata in un carcere con l'aggiunta di numerose costruzioni, all'esterno e all'interno di essa, atte a renderla funzionale a questo scopo. Funzionò come tale fino al 1989.

Porta di Anna Paleologina: all'angolo SE delle mura della cittadella, poco prima del punto in cui si congiungono alle mura orientali. L'inscrizione che si riferisce ad Anna Paleologina (Anna di Savoia), moglie di Andronico III, che governò Tessalonica dal 1351 al 1365, è incisa su uno dei pilastri di marmo e porta la data del 1355 (“La presente porta è stata costruita per mandato della nostra potente e santa signora e imperatrice, Anna Paleologina, quando il questore Giovanni Camaeto esercitava la carica di kastrophylax”).

 Porta di Anna Paleologina: vista dall'esterno delle mura



Torre di Lapardas: nel punto dove le mura occidentali della cittadella si congiungono alla cinta muraria principale. L'iscrizione in mattoni dice:
“Torre del venerabile sebastus e gran chartularius Andronico Lapardas; il suo umile servo Michele Prosuch”
Entrambi furono membri della corte comnena. Questi lavori di riparazione sono stimati intorno al 1167.




 Torre della Catena: nel punto in cui le mura della cittadella si congiungono alle mura orientali. Fu costruita nel XVI sec., incorporando l'antica Torre Triangolare (Trigonion) dei Bizantini. Fu utilizzata dai Turchi come polveriera e arsenale.


Torre di Ormisda: lungo le mura orientali, all'altezza dell'ospedale di S.Demetrio. Un'inscrizione in mattoni, rinvenuta su di essa, fissa un termine post quem per la costruzione delle mura: ORMISDA FORTIFICO' QUESTA GRANDE CITTA' CON MURA INDISTRUTTIBILI, AVENDO LE MANI PULITE. Ormisda, identificabile con il comandante di un distaccamento di barbari al servizio di Teodosio I , aveva le mani pulite dal massacro dell'ippodromo ordinato dall'imperatore nel 390*.

*Mentre l’imperatore, debellato il tentativo d'usurpazione del trono d'occidente di Magno Massimo, si trovava ancora a Milano, Tessalonica fu sconvolta da un grave tumulto. Il più celebre auriga dell’ippodromo fu messo in carcere su ordine di Boterico (un barbaro che ricopriva l’incarico di magister militum per Illyricum) che vietò pure le gare. La popolazione non tollerò che il suo beniamino marcisse in galera mentre si dovevano svolgere le gare e ben presto l’ira popolare si tramutò in tumulto; durante i tafferugli accadde l’irreparabile: Boterico ed altri comandanti barbari furono uccisi e i loro corpi trascinati per la città. La notizia raggiunse Teodosio a Milano, l'imperatore fu travolto dall’ira e, nel maggio del 390, ordinò il massacro dei cittadini di Tessalonica. La popolazione fu fatta affluire nell’ippodromo con il pretesto di assistere ai giochi offerti dall'imperatore, quando la gente si fu assiepata sulle gradinate, apparvero i soldati che iniziarono a far strage degli spettatori, quando il massacro si concluse si contarono 7.000 morti (alcuni dicono 15.000).



Tratto delle mura orientali


Torre bianca: di epoca ottomana. Costruita a rimpiazzo di una precedente torre bizantina. Una inscrizione ancora visibile nel 1912 (riconquista greca di Tessalonica) la datava al 1535. Fu utilizzata anche come prigione e nel 1826 vi fu un massacro di prigionieri che le meritò il nome di Torre di sangue o Torre rossa. Fece parte della cinta muraria fino al 1866 quando queste furono abbattute. Nel 1912 fu ridipinta di bianco in segno di pulizia e prese il nome che conserva attualmente divenendo uno dei simboli della città.


Nel 1912 appariva così circondata da una camicia muraria rinforzata da torrette ottagonali. Sulla base di alcune analogie con una torre di Valona è stata attribuita al grande architetto Sinan.


Forte Vardar: fu fatto costruire da Solimano il magnifico (1520-1566) all'angolo sudoccidentale della cinta muraria per proteggere il porto da quel lato. La sezione orientale del perimetro del forte incorpora parte della cinta muraria bizantina.

 Porta del forte Vardar



 Torre ottagonale del forte Vardar


















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