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sabato 28 aprile 2018

Il Triopio di Erode Attico: il cenotafio di Annia Regilla

Il Triopio di Erode Attico: il cenotafio di Annia Regilla

Lato sud

L'edificio si presenta come un sepolcro a tempietto a due piani, in laterizio, coperto da un tetto a doppio spiovente che si regge su una volta a crociera impostata su pilastri angolari; al piano superiore, illuminato dalle finestre rettangolari, avevano luogo i riti funebri, mentre nel piano inferiore, privo di finestre, era allestita la cella sepolcrale. Di particolare effetto è l'uso di due tipi di laterizio: mattoni gialli per le pareti e tegole rosse nelle modanature.

Lato est
 
La parete orientale è la più decorata, forse perché si affacciava su una strada - la via Asinaria - che, partendo dalla via Appia raggiungeva probabilmente la Porta Asinaria (1) dopo aver incrociato la via Latina. E' ornata da due semicolonne ottagonali incassate nel muro, che partiscono la parete in tre riquadri; al centro una finestra rettangolare ha una bella cornice sorretta da mensole che formano una specie di baldacchino, mentre ai lati si vedono due vani rettangolari ornati con ricche cornici, che contenevano delle iscrizioni in marmo; in basso corre una fascia decorata a meandri.

Lato nord
 
L'ingresso è sul lato verso il fiume Almone, dove una gradinata conduce al piano superiore, formando davanti alla porta un podio largo tre metri: qui secondo alcuni autori si alzava un piccolo pronao a quattro colonne, di cui però mancano evidenze archeologiche.
Sopra la porta principale, una nicchia semicircolare è sormontata da un timpano ad angolo molto acuto, ed è fiancheggiata da due finestre la cui cornice superiore è sorretta da mensole.

Intorno al IX secolo l'edificio fu trasformato in oratorio cristiano. Il discreto stato di conservazione del manufatto è dovuto in buona parte al suo riutilizzo in epoca successiva come fienile (documentato da un disegno di Carlo Labruzzi della fine del XVIII sec.) – cosa che gli assicurò una certa manutenzione - ma non si può escludere che per un periodo sia stato anche utilizzato come fortificazione.

Carlo Labruzzi, 1789

Fino al XIX secolo infatti - come appare ancora nel disegno realizzato dall'architetto inglese George Wightwick nel 1825 - immediatamente a ridosso del cenotafio, si alzava una torre di avvistamento, le cui fondamenta sono oggi incorporate nel vicino casale, che faceva parte del sistema difensivo della valle (2).
 
da George Withwick, Select Views of Roman Antiquities, 1828 

L'identificazione con il tempio del dio Redicolo - avanzata per la prima volta dal Nibby sulla base di un passo di Plinio che lo colloca nei pressi della via Appia all'altezza del secondo miglio (non è chiaro però se a destra o a sinistra dell'antica via) – con cui il monumento è anche conosciuto, va invece senz'altro rigettata in quanto non ci sono dubbi che si tratti di un sepolcro, anche se quasi sicuramente non accolse mai le spoglie di Annia Regilla – la moglie di Erode Attico - che venne sepolta in Grecia, dove si trovava quando morì in circostanze non del tutto chiare.
 
Note:
 
(1) Le arcate dell'acquedotto ottocentesco che si nota nelle vicinanze insistono probabilmente sul tracciato dell'antica via Asinaria.

 

 
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