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lunedì 12 marzo 2018

Monastero di Gastria

Monastero di Gastria (Sancaktar Hayrettin Mescidi )

L'edificio come appariva prima del terremoto del 1894
da A.G. Paspates, Byzantinai meletai topographikai, 1877 

Il monastero di Gastria si trovava nel quartiere di Psamathia, ai piedi del versante meridionale del VII colle di Costantinopoli, e viene menzionato per la prima volta agli inizi del IX secolo. A quel tempo Teoctista, madre dell'imperatrice Teodora - moglie dell'imperatore Teofilo (829-842) e poi reggente per il figlio Michele III dall'842 all'856 - acquistò nel quartiere di Psamathia una casa dal patrizio Niceta, ed ivi stabilì un convento di suore. Alla sua morte il titolo di Ktētorissa (fondatrice), insieme alla proprietà degli edifici, venne ereditato da Teodora.
 
 
 
L'etimologia del nome deriverebbe probabilmente dalla presenza nei paraggi di numerosi giardini fioriti favorita da una falda acquifera che scorreva sotto il monastero (letteralmente gastria=vasi). E' invece da ritenersi molto poco fondata la leggenda che lega l'origine del nome e la fondazione del monastero all'imperatrice Elena che, al ritorno dal suo pellegrinaggio in Terrasanta (326-327) in cui ritrovò la vera croce, sarebbe sbarcata alla porta di Psamathia e avrebbe depositato dei vasi contenenti erbe aromatiche raccolte sul Calvario nel punto dove avrebbe successivamente fondato il monastero. Non si ha infatti notizia di alcun monastero fondato a Costantinopoli prima dell'ultimo quarto del IV secolo.
 

Insieme con le figlie Anna, Anastasia e Pulcheria, Teodora venne rinchiusa in questo monastero per volere di suo fratello Barda dopo la sua deposizione che l'accusò di aver ordito un complotto volto ad assassinalo (856).
Costantino VII Porfirogenito scrive nel De ceremoniis che la chiesa del convento servì anche come mausoleo per i membri della famiglia di Teodora. L'Imperatrice, suo fratello Petronas, la madre Teoctista e le figlie Tecla, Anastasia e Pulcheria furono tutti sepolti lì.
L'ultima menzione di Gastria prima del 1453 compare nel resoconto di un pellegrino russo, che visitò la città durante il secondo quarto del XV secolo. Egli cita un convento di suore posto in prossimità della Porta d'oro, dove venivano venerate le reliquie delle sante Eufemia ed Eudocia e che può essere identificato con il monastero di Gastria.

Poco dopo la caduta di Costantinopoli, Hayrettin Effendi, Sancaktar (alfiere) del Sultano Mehmed II, trasformò l'edificio in una Mescit (piccola moschea) e venne qui sepolto.
Il grande terremoto del 1894, che ebbe il suo epicentro sotto il Mar di Marmara, danneggiò gravemente l'edificio (determinando tra l'altro il crollo della cupola), che è stato restaurato e riaperto al culto soltanto tra il 1973 e il 1976.

L'interno dell'edificio prima dei restauri

L'edificio visibile attualmente, il cui aspetto è fortemente condizionato dal restauro degli anni '70 a cui si deve anche l'aggiunta di un minareto assai più alto del precedente, presenta un perimetro ottagonale irregolare entro cui si sviluppa una pianta a croce inscritta con abside - semicircolare all'interno e pentagonale all'esterno - orientata ad est, mentre l'ingresso si apre sul lato occidentale.
Prothesis e Diakonikon sono rappresentate da due nicchie poco profonde ricavate nello spessore delle pareti laterali dell'abside.
La luce penetra all'interno attraverso le finestre aperte sui lati alterni dell'ottagono, che illuminano le braccia dell’interno cruciforme. Ogni finestra si apre entro un arco cieco che abbraccia tutto il lato.

Lato sud
 
La muratura, a corsi alterni di mattoni e blocchetti di calcare, ne suggerisce la datazione all'epoca paleologa. Quella dell'abside differisce tuttavia da quella del corpo principale per la mancanza dei corsi di blocchetti di calcare (è presente un'unica fascia), sì da far pensare che si tratti di un'addizione più tarda realizzata per trasformare in cappella un edificio che aveva una diversa destinazione d'uso (forse una biblioteca).

Lato sudest e abside prima dei restauri
 
Appare inoltre di dimensioni troppo ridotte per poter essere identificato con la chiesa conventuale. Più probabilmente si tratta di un martyrion o di una cappella funebre annessa al complesso monastico.

particolare dell'abside

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