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lunedì 23 luglio 2012

L'Impero di Trebisonda

L'Impero di Trebisonda (1204-1461)

Armi dei Comneni di Trebisonda


L'Impero di Trebisonda fu uno dei tre piccoli stati bizantini che sorsero dopo la conquista di Costantinopoli ad opera dei Crociati nel 1204, assieme all'Impero di Nicea e al Despotato d'Epiro.
Fu fondato da Alessio I Comneno grazie all'aiuto delle truppe fornite dalla regina Tamar di Georgia (1184-1212), con cui conquistò Trebisonda, Sinope e la Paflagonia, nella parte settentrionale dell'Anatolia, con i passi della catena del Ponto.
Alessio I, che era nipote dell'Imperatore bizantino Andronico I Comneno e, per parte di madre, di Giorgio III di Georgia (1156-1184), fece di Trebisonda la propria capitale e reclamò il titolo di legittimo successore dell'Imperatore bizantino.
L'Imperatore Andronico era stato deposto e ucciso nel 1185. Suo figlio Manuele Comneno fu accecato e morì per le ferite.
Le fonti concordano che Rusudan, moglie di Manuele e madre di Alessio I e Davide I, fuggì da Costantinopoli per sottrarsi alla persecuzione di Isacco II Angelo, successore di Andronico. Non è chiaro se si diresse in Georgia o sulla riva meridionale del Mar Nero, da dove la famiglia dei Comneni traeva le proprie origini, ma ci sono alcune prove che gli eredi avevano organizzato un territorio semi-indipendente con capitale Trebisonda già nel 1204.
I governanti di Trebisonda usarono i titoli di Grande Comneno (Megas Komnenos) e di Imperatore fino al crollo, nel 1461; a volte ci si riferisce a questo stato col nome di "Impero Comneno".
Trebisonda controllava inizialmente un territorio compatto, sulla costa meridionale del Mar Nero, comprendente le moderne province turche di Sinop, Ordu, Giresun, Trabzon, Bayburt, Gumushane, Rise e Artvin; nel XIII secolo controllò anche la cosiddetta provincia d'oltremare (Perateia), che includeva Cherson e Kerch nella penisola di Crimea. Davide Comneno si espanse rapidamente verso occidente, occupando prima Sinope, quindi la Paflagonia e poi l'Eraclea pontica, fino a che i suoi territori confinarono con quelli dell'Impero di Nicea. Questo strappò a Trebisonda i domini a ovest di Sinope nel 1206. Sinope stessa fu presa dai Selgiuchidi nel 1214.

L'Impero di Trebisonda nel momento della sua massima espansione

L'Impero comneno fu perennemente in conflitto prima col sultanato d'Iconio, poi con gli Ottomani, oltre che con Bisanzio e le Repubbliche marinare italiane, specialmente Genova, che aveva una base a Salmastro o Amasia, e minacciava i suoi confini.
Il titolo di impero era più teorico che pratico e la sua difesa venne garantita soprattutto aizzando i rivali uno contro l'altro e offrendo principesse in matrimonio con generosissime doti, soprattutto ai Turchi dell'Anatolia interna.
La distruzione di Baghdad da parte di Hulegu Khan nel 1258 rese Trebisonda l'estremo baluardo occidentale sulla via della seta, ed ebbe accesso ad enormi ricchezze sotto l'ala protettrice dei Mongoli. Marco Polo tornò in occidente dal suo viaggio in Cina attraverso questa città, nel 1295. Durante il governo di Alessio III (1349-1390) la città divenne uno dei maggiori centri commerciali e culturali al mondo.
Manuele III successe al padre Alessio III nel 1390 e si alleò con Tamerlano, traendo vantaggio dalla vittoria di questo sugli Ottomani nel 1402 alla Battaglia di Ankara.
Suo figlio Alessio IV diede due delle sue figlie in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la sua figlia maggiore Maria divenne la terza moglie dell'Imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo. Pero Tafur, che visitò la città nel 1437, riporta che la città era presidiata da una guarnigione di poco meno di 4000 soldati.
Giovanni IV non poté fare altro che vedere il proprio impero fare la fine di Costantinopoli: il Sultano Ottomano Murad II tentò di prendere la capitale per mare nel 1442, ma fu bloccato dal mare in burrasca; durante l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II nel 1456, il governatore ottomano di Amiso attaccò la città e, sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e riscosse un forte tributo.

***

Alessio I Comneno (1204-1222): figlio di Manuele Comneno - a sua volta figlio di Andronico I Comneno, imperatore di Bisanzio (1182-1185) e della sua prima moglie di cui è ignoto il nome - e di Rusudan di Georgia, figlia del re Giorgio III. Lasciò il comando dell'esercito dell'impero nelle mani del fratello Davide I Comneno (+1212), che era un grande stratega ed era molto valoroso in battaglia. L'esercito di Davide combatté contro i niceni, comandati da Teodoro I Lascaris, in Bitinia nel 1205, ma furono sconfitti, così fu fermata l'avanzata trapezuntina sulla città di Eraclea Pontina. I trapezuntini non poterono riorganizzarsi, come volevano i due sovrani, visto che i selgiuchidi iniziarono ad attaccare i loro confini. Nel 1205 Trebisonda fu assediata, da parte dei selgiuchidi, guidati dal sultano Kay Khusraw I. L'assedio durò fino al 1206, e vide vittoriosi i trapezuntini, che erano comandati direttamente da Alessio.
Scampato il pericolo della caduta della capitale, i trapezuntini poterono nuovamente riorganizzarsi, per continuare la guerra contro i niceni. Davide ricominciò la sua avanzata sulla Bitinia e inviò il giovane generale Sinadeno a occupare la città nicena di Nicomedia (Nicea). Sinadeno non tenendo conto del pericolo che costituiva l'imperatore Teodoro I Lascaris, attraversò un passaggio dove era facile aspettarsi un'imboscata, infatti l'imboscata ci fu, gli uomini di Teodoro si scagliarono contro quelli di Sinadeno, battendoli e prendendo come prigioniero lo stesso Sinadeno.
Con la sconfitta dell'esercito trapezuntino, Davide fu costretto a riconoscere il confine con l'impero di Nicea, alla città di Eraclea Pontica, anche se i niceni reclamavano anche il possesso di questa città.
Mentre Davide combatteva contro i niceni, Alessio salpò con la flotta trapezuntina, per approdare in Crimea, dove obbligò la popolazione del luogo, a diventargli tributaria. Cherson, Kerch e il loro entroterra divennero parte dell'impero, come provincia d'oltremare chiamata Perateia ('al di là del mare').
 Nel 1214 il sultano d'Iconio Kay Ka'us attaccò e prese Sinope catturando lo stesso imperatore che era accorso in sua difesa (alcuni storici collocano anche la morte del fratello Davide nel corso dell'assedio). Alessio fu rimesso sul trono solo dopo aver prestato giuramento al sultano come vassallo.
Sposò Teodora Axuchina da cui ebbe una figlia  di cui non si conosce il nome e due maschi, Giovanni e Manuele. Morì il 1 febbraio del 1222. Gli successe il genero:

Andronico I Gido (1222-1235), genero di Alessio di cui aveva sposato la figlia. Potrebbe essere lo stesso generale che aveva servito nell'esercito niceno. Nel 1224 dovette sostenere l'assedio del sultano d'Iconio Kay Ka'us che fu però catturato e condotto prigioniero a Trebisonda. Andronico siglò con lui un accordo che scioglieva il suo impero dai vincoli di vassallaggio che precedentemente lo legavano al sultanato.
Nel 1230 Jalal-ad-din, sultano di Khwarizm, invase l'Anatolia attaccando il sultanato d'Iconio. Andronico strinse con lui un patto di vassallaggio. alla sua morte fu sepolto nella chiesa della Panaghia Crysokephalos.

Giovanni I Axuch Comneno (1235-1238), primogenito di Alessio I e Teodora Axuchina, morì dopo una caduta da cavallo nel corso di una partita di tzykanion (una sorta di polo).

 
Manuele I Comneno (1238-1263), fratello del precedente. Durante il suo regno fu costruita la chiesa di S.Sofia. Si sposò tre volte. Dalla prima moglie, Anna Xylaloe ebbe Andronico; dalla seconda, Rasudan di Georgia, Teodora e dalla terza, Irene Syrikaina, Giorgio e Giovanni.

Andronico II Comneno (1263-1266), primogenito di Manuele I di Trebisonda e della sua prima moglie, Anna Xylaloe, una nobildonna trapezuntina. Il suo regno è ricordato per la perdita per mano dei mongoli della città di Sinope che era stata riconquistata dal padre.

L'Impero di Trebisonda nel 1265

Giorgio di Trebisonda (1266-1280), figlio di Manuele I di Trebisonda e della sua terza moglie, Irene Syrikaina. Perseguì una politica antiaristocratica e appoggiò la fazione antiunionista contro l'imperatore di Bisanzio Michele VIII. Accusato dal khan mongolo Abaqua, di cui era vassallo, di non aver fornito il dovuto supporto nella campagna contro i mamelucchi d'Egitto, fu da questi convocato a Tabriz. Mentre vi si recava fu spodestato dai suoi cortigiani e sostituito dal fratello minore Giovanni.

Giovanni II Comneno (1280-1297), Il suo regno fu caratterizzato dai rapporti con l'Impero di Bisanzio. Nel 1282 sposò a Costantinopoli la terza figlia di Michele VIII, Eudocia Paleologina, ed appoggiò la politica unionista del suocero. Nel 1284, mentre si trovava a Costantinopoli, una rivolta appoggiata dai Georgiani portò per un breve periodo la sorellastra Teodora sul trono prima di essere sconfitta da Giovanni. Venne sepolto nella chiesa della Panaghia Chrysokephalos. Durante il suo regno, i regnanti di Trebisonda cominciarono ad usare il titolo di Grandi Comneni. 

Alessio II Comneno (1297-1330): figlio di Giovanni II Comneno ed Eudocia Paleologina. Salì al trono all'età di 14 anni sotto la tutela dello zio materno Andronico II, imperatore di Bisanzio. Sposò contro il volere del suo tutore una principessa iberica (1), Djiadjak Jaqeli, figlia di Bekha II Jaqeli, atabeg di Samtskhe, nel 1300, affrancandosi con questo gesto dalla sua ingombrante tutela.
Nel 1306 entrò in conflitto con la colonia genovese stanziata a Daphnous, un suburbio di Trebisonda, così nel 1316 firmò un trattato con i veneziani in cui riconosceva ad essi gli stessi privilegi garantiti ai genovesi.
A lui si devono le mura marittime (1324) costruite per difendere il porto dalle incursioni dei pirati provenienti dall'emirato di Sinope.

(1) L'Iberia (latino: Iberia; greco antico: Ἰβηρία), anche conosciuta come Iveria, era il nome dato dagli antichi Greci e Romani all'antico regno georgiano di Kartli (IV secolo a.C.-V secolo) corrispondente all'incirca alle parti orientali e meridionali dell'odierna Georgia.

Andronico III Comneno (1330-1332): figlio di Alessio II e Djiadjak, una delle prime cose che fece, quando divenne imperatore, fu quella di fare uccidere i suoi due fratelli più giovani, Giorgio Azachoutlou Comneno e Michele Achpougas Comneno. Suo fratello Basilio Comneno e altri riuscirono a fuggire nell'impero bizantino, a Costantinopoli, dove probabilmente suo zio Michele Comneno, era già residente.
Andronico III morì nel 1332, dopo 20 mesi di regno, e riuscì a passare il trono al figlio illegittimo, Manuele II Comneno, avuto da una nobildonna di nome Syrikaina.

Manuele II Comneno (1332): fu incoronato imperatore all'età di otto anni, dopo la morte del padre Andronico II.
I crimini compiuti dal padre ricaddero sull'incolpevole imperatore-infante, deposto a furor di popolo otto mesi soltanto dopo la sua nomina a favore dello zio Basilio Comneno.
Proprio per la sua età giovane, Manuele venne avviato lo stesso anno della sua deposizione ad una vita monastica, ma l'anno successivo fu assassinato.

Basilio Comneno(1332-1340): figlio di Alessio II e Djiadjak. Richiamato dal suo esilio costantinopolitano dalla fazione filobizantina e incoronato imperatore, dovette subito reprimere la rivolta del partito favorevole al deposto Manuele, capeggiata dal megadux Giovanni.
Nel 1335 sposò Irene Paleologina, figlia illegittima di Andronico III ma i rapporti tra i due si deteriorano rapidamente. Prese un'amante dallo stesso nome, Irene di Trebisonda, che apparteneva all'aristocrazia locale e da cui ebbe quattro figli illegittimi Alessio, Giovanni, Teodora e Maria.
Morì nel 1340 probabilmente avvelenato dalla moglie legittima.

Irene Paleologina (1340-1341): alla morte del marito s'impadronì del trono (non è chiaro se nel 1339 Basilio, con l'appoggio del clero locale, fosse riuscito o meno a divorziare da lei e a sposare l'amante Irene di Trebisonda) ma la sua posizione rimaneva molto debole. Perchè fossero meglio controllati mandò i figli illegittimi del marito con la madre a Costantinopoli alla corte del padre Andronico III.
Invaghitasi del Gran Domestico diede scandalo e la corte si divise in tre fazioni:
a. la famiglia degli Amytzantarants che, con i mercenari bizantini forniti da Andronico, parteggiava per l'imperatrice.
b. una fazione fedele alla dinastia Comnena, che comprendeva la guardia palatina ed era capeggiata dal Signore di Tzanich che ne era il comandante.
c. la fazione del mega dux Giovanni l'eunuco di Limnea
Nel luglio del 1340 gli oppositori si asserragliarono nel monastero di Sant'Eugenio nella capitale ma il mega dux decise di intervenire a sostegno dell'imperatrice e li fece bombardare e massacrare dalle sue truppe.
Nel frattempo i turchi attaccarono e riuscirono a dare fuoco a gran parte dei suburbi della città pur senza riuscire a prenderla, la situazione fu ancora più esacerbata dal dilagare di un'epidemia di peste scatenata dai cadaveri di uomini e animali lasciati insepolti.
I nobili scampati al massacro di Sant'Eugenio trovarono in Anna Anachoutlou, figlia di Alessio II, una legittima pretendente. La convinsero a deporre il velo monastico e la incoronarono a Lazica e marciarono sulla capitale praticamente senza incontrare resistenza. Irene fu deposta nel luglio del 1341.

Anna Comnena (1341-1342): dopo solo tre settimane di regno giunse a Trebisonda, scortato da tre galee e da un corpo scelto di soldati bizantini, Michele Comneno, il secondo figlio di Giovanni II Comneno, che era stato indicato dalla Reggenza di Costantinopoli come marito per la deposta Irene.
Il patriarca Akakios, il comandante della guardia palatina (scholarii) Niceta e parte della nobiltà lo accolsero apparentemente come legittimo regnante con una cerimonia ufficiale. Questi si ritirò a palazzo in attesa di essere incoronato il giorno successivo. Nella notte i nobili incitarono il popolo alla rivolta paventando l'invasione di nuovi avventurieri bizantini giunti con Michele. All'alba Michele fu catturato e mandato in esilio a Oinaion (Unye), Irene fu caricata a bordo di una nave franca e rispedita a Costantinopoli con i superstiti del seguito di Michele. I nobili di Lazica presero così l'effettivo controllo dello stato.

I capi della fazione filobizantina degli Scholarii, tra cui Niceta, si recarono a Costantinopoli dove persuasero Giovanni, figlio di Michele, a mettersi alla testa di una rivolta. Furono ingaggiate tre galee genovesi e un corpo di mercenari bizantini. Gli insorti sbarcarono a Trebisonda il 4 settembre e dopo aspri combattimenti ebbero ragione delle truppe di Lazica. L'imperatrice fu strangolata e molti suoi sostenitori uccisi e Giovanni III proclamato imperatore e incoronato nella Crysokephalos.

Giovanni III Comneno (1342-1344): si distinse per l'assoluta inettitudine ed il suo indulgere ai vizi. Nel 1344 Niceta e le truppe a lui fedeli marciarono su Limnia e liberarono Michele, in maggio entrarono in Trebisonda e lo proclamarono imperatore. L'imperatore deposto fu mandato dal padre nel monastero di S.Saba e, successivamente, ad Adrianopoli.

Michele I Comneno (1344-1349): appena insediato nominò Niceta mega dux ma fu costretto a firmare un atto in cui prometteva di rimettere il potere legislativo e l'amministrazione della cosa pubblica nelle mani degli alti gradi della pubblica amministrazione e del Senato (costituzione oligarchica). Questo suscitò l'indignazione del popolo e della fazione lazica. Niceta fu arrestato e Michele restaurò il potere assoluto. Durante il suo regno i Genovesi presero il completo controllo del porto. Michele fu infatti costretto a cedere loro la fortezza di Leontocastro. Fu deposto nel 1349 dagli Scholarii, nuovamente guidati da Niceta che Michele era stato costretto a liberare e reintegrare nella carica di mega dux. Fu rinchiuso nel monastero di S.Saba.

Alessio III Comneno (1349-1390): figlio di Basilio e della sua amante o seconda moglie Irene. Portato a Trebisonda da Costantinopoli dagli Scholarii col beneplacito di Giovanni VI Cantacuzeno, fu incoronato nella chiesa di S.Eugenio all'età di undici anni. Si chiamava in realtà Giovanni ma prese il nome di Alessio in onore sia del fratello maggiore scomparso prematuramente sia di suo nonno Alessio II. Nel 1351 sposò Teodora Cantacuzena, una parente dell'imperatore. Rafforzata la sua posizione con questo matrimonio e con quello della sorella Maria con Fahreddin, Kutlubeg di Ak Koyunlu , si sbarazzò del mega dux Niceta. Costretto a lasciare Trebisonda nel 1354, il mega dux fu abbandonato dai suoi sostenitori l'anno successivo mentre tentava di marciare sulla città. Alessio prese Kerasous in sua assenza e assediò Kenchrina, l'ultima roccaforte. Niceta ed i nobili della sua fazione furono catturati e portati a Trebisonda, dove questi morì nel 1360. Così terminò la guerra civile iniziata con la morte di Basilio.

Alessio III Comneno e la moglie Teodora Cantacuzeno
raffigurati nel typikon del monastero di Dyonisiou, 1374
Monastero di Dyonisiou, Monthe Athos
 
Durante il suo lungo regno restaurò la capitale e fece molte donazioni ai monasteri, in particolare a quello di Sumela, e fondò quello di Dionysiou sul Monte Athos.
Sua figlia Eudocia sposò in seconde nozze il serbo Costantino Dragas, Signore di Vardar e Serres. Dalla loro unione nacque Elena Dragas, la madre di Costantino XI, ultimo imperatore di Bisanzio.

 
Manuele III Comneno (1390-1416): Figlio di Alessio III e Teodora Cantacuzena. Sposa in prime nozze la vedova del fratellastro Andronico, Gulkhan (ribattezzata Eudocia), figlia di David IX di Georgia da cui avrà Alessio. Nel 1395, alla morte di Eudocia, sposerà in seconde nozze Anna Filantropina della famiglia dei Dukas.
Dal 1402 al 1405 fu di fatto vassallo di Tamerlano al cui sforzo bellico contro i Turchi contribuì con venti galee. Gli ultimi anni furono caratterizzati da dissapori con il figlio a cui pure aveva dato il titolo di despota. Il favorito di Manuele era divenuto inviso ai nobili e questi spinsero Alessio a ribellarsi e a chiedere il bando del favorito. Manuele fu assediato nella cittadella e alla fine consentì a rimuovere il favorito.

Alessio IV Comneno (1417-1429). Figlio di Manuele III e di Gulkan (Eudocia). Come suo nonno sposò una Teodora Cantecuzena. Sua figlia Maria divenne la terza moglie di Giovanni VIII Paleologo. Salito al trono alla morte del padre conferì al suo primogenito Giovanni il titolo di despota.
Nel 1426 Giovanni, detto “il bello”, assassinò il protovestiario accusandolo di essere l'amante della madre e rinchiuse i genitori nei loro appartamenti nella cittadella di cui si era impossessato. La nobiltà fedele ad Alessio li liberò e Giovanni fu costretto a riparare in Georgia.
Alessio nominò allora despota il secondogenito Alessandro (*) che sposò Maria Gattilusio, figlia di Dorino, signore di Lesbo.
Nel 1429 Giovanni, che nel frattempo si era spostato a Caffa, armò una galea ed assoldò dei mercenari assieme ai quali sbarcò nei pressi della fortezza di Kordyle (l'attuale Akçakale) dove si asseragliò nel monastero di S.Foca attendendo le mosse dei suoi partigiani nella capitale (la potente famiglia dei Kabasitas).
Alessio, sentendosi sicurò della lealtà della popolazione, lasciò la città alla testa delle truppe e pose il campo ad Archontes. Fu assassinato nella notte nella sua tenda da due emissari di Giovanni.
Giovanni entrò in città senza incontrare resistenza e fece celebrare delle esequie pompose per il padre, il cui corpo fu trasportato al monastero della Theoskepastos e successivamente inumato nella Chrysokephalos.
(*) di lui si perdono praticamente le tracce.


Giovanni IV Comneno (1429-1459): subito dopo la caduta di Costantinopoli (1453), Maometto II intimò a Giovanni IV di pagare un tributo ed impose pesanti pedaggi alle navi trapezuntine e veneziane che attraversavano gli stretti sotto il suo controllo.Giovanni non aderì in pieno alle richieste del sultano e nel 1456 il governatore ottomano di Amasya ricevette l'ordine di attaccarlo. Quando la capitale era sul punto di cadere, Giovanni accettò di pagare un tributo annuale di 2.000 pezzi d'oro. Cercò quindi di rafforzare la sua posizione per mezzo di alleanze matrimoniali dando in sposa una delle sue figlie (Teodora) a Uzun Hasan di Ak Koyunlu ed un'altra (Valenza) a Niccolò Crespo, signore di Syros.

Davide II Comneno (1459-1461). Terzogenito di Alessio IV e Teodora Cantacuzena. Aveva ricevuto in vita dal fratello Giovanni IV il titolo di despota che a Trebisonda indicava l'erede al trono, quindi vi ascese automaticamente (il 22 aprile 1459) alla morte di questi. Sposò in seconde nozze (1) Elena Cantacuzena – una nipote dell'imperatore di Bisanzio Giovanni VI - da cui ebbe diversi figli.
Ai primi di luglio la flotta turca raggiunse Trebisonda e saccheggiò i suoi sobborghi.
Davide, su pressione del suo Tesoriere Giorgio Amiroutzes, si arrese alle truppe di Maometto II il 15 agosto 1461 dopo circa un mese di assedio.
L'imperatore deposto fu portato ad Adrianopoli insieme alla sua famiglia e ricevette i profitti delle proprietà nella valle dello Strimone, pari ad un reddito annuale di circa 300.000 pezzi d'argento. Gli stretti legami familiari e lo scambio continuo di corrispondenza fra Davide e Uzun Hasan, khan cristiano dei turcomanni di Ak Koyunlu (Montone bianco), vennero denunciati al sultano da Giorgio Amiroutzes, e questa accusa fornì una giustificazione sufficiente per fare imprigionare Davide insieme ai suoi figli nel marzo 1463.
Il 1º novembre, del 1463 a Costantinopoli fu decapitato insieme a suo nipote Alessio (il figlio di Giovanni IV) ed a tre dei suoi figli. Soltanto un figlio, Giorgio, fu risparmiato per la sua giovane età e si convertì all'Islam.
La cognata Maria Gattilusio entrò nell'harem del sultano e suo figlio ne divenne uno dei paggi favoriti.

Note

(1) In prime nozze (1429) aveva sposato Maria di Gotia, la figlia di Alessio I Gabras, il Signore del Principato di Teodoro, un'enclave bizantina in Crimea conosciuta anche con il nome di Gotia. Non è chiaro se alcuni e quali dei numerosi figli di Davide II ebbero lei come madre.





1 commento:

  1. STO PREPARANDO UN APLİCAZİONE TURİSTİCA PER QUİ E STATO MOLTO UTİLE PER LA STORİA DELLA ZONA NORD DELLA TURCHİA.

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