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sabato 28 aprile 2012

Caterina Cornaro

Tracce dei Cornaro a Venezia

Chiesa di S.Salvador



Chiesa di S.Salvador

La famiglia Cornaro fin dal 1525 aveva acquistato le facciate interne del transetto della chiesa di S.Salvador per erigere due monumenti funebri: a Caterina, regina di Cipro, e a Marco, il primo cardinale del casato. Il progetto elaborato da Gianmaria Falconetto rimase sulla carta per mezzo secolo, finché Bernardino Contino lo portò a compimento nel 1580-1584 ideando due architetture gemelle, ornate di statue e colonne. Il monumento a Caterina Cornaro si trova sulla facciata del lato destro.


Monumento funebre di Caterina Cornaro.

Il bassorilievo centrale, tra putti che reggono gli stemmi del casato, narra il celebre evento: Caterina Cornaro consegna la corona di Cipro al doge Agostino Barbarigo.


 Monumento funebre di Caterina Cornaro, bassorilievo centrale.

In questo sepolcro furono traslati i resti della regina che erano stati precedentemente tumulati nella Cappella Cornaro della Regina nella chiesa dei SS.Apostoli.
Ai piedi del monumento una grande arca porta l’iscrizione latina che significa: Ceneri di Caterina Cornaro, regina di Cipro, Gerusalemme e Armenia. Alla costruzione di questa tomba provvide il priore De Grandi verso la metà del Settecento.




 Monumento funebre dei cardinali Francesco, Andrea e Marco Cornaro

Cappella Cornaro della Regina (chiesa dei SS.Apostoli)

Esterno della cappella

Secondo la leggenda la chiesa dei SS. Apostoli, situata nel sestiere di Cannaregio, venne eretta da San Magno (580-670), vescovo di Oderzo, che in estasi vide i dodici apostoli che gli ordinarono di costruire una chiesa a loro dedicata nel punto dove avesse trovato dodici gru.
La chiesa era comunque di sicuro esistente nel 1021 quando si ha notizia di una sua prima radicale ricostruzione.
L'interno si presenta a navata unica e sulla destra si apre la Cappella Cornaro della Regina, aggiunta dall'architetto Mauro Codussi nel XV secolo nell'ambito di una generale ristrutturazione della chiesa.

Interno della cappella. Sulla sinistra il monumento funebre di Marco Cornaro

La cupola emisferica, le quattro colonne alte e slanciate che delimitano a due a due le pareti, i marmi pregiati, ognuno di questi elementi contribuisce a dare un aspetto maestoso alla cappella che la stessa Caterina aveva voluto destinata ad accogliere le sue spoglie mortali. Nella stessa chiesa aveva infatti fatto tumulare le spoglie del santo martire cipriota Ametisto che aveva portato con sè al suo ritorno in patria nel 1489. Sulle pareti laterali, uno di fronte all'altro, sono collocati i monumenti funerari - forse opera di Giulio Lombardo - di Marco, il padre di Caterina, e Giorgio Cornaro, suo fratello. Entrambi, nel bene e nel male, influirono sulla sua vita, scandendone gli avvenimenti e le scelte.
Le spoglie della regina rimasero in questa cappella fino al 1575 quando furono traslate nella chiesa di S. Salvador.


Palazzo Cornaro-Piscopia (più tardi Loredan)


 

Sul Canal Grande. Risale al 1200 e fu acquistato da Federico Cornaro nel 1364. Qui fu ospitato Pietro I di Cipro nel dicembre del 1366. In questa occasione i Cornaro accettarono di finanziare l'esercito crociato del re, ricevendone in cambio il feudo di Episkopi.
I due piani superiori sono un'aggiunta del XVI sec.
Sulla facciata sono visibili le armi del Regno di Cipro e dell'Ordine della Spada fondato da Pietro I.
Nel 1740 fu ereditato dai Loredan che lo vendettero nel 1816. Oggi è sede del municipio di Venezia.

a destra le armi dell'Ordine della Spada e a sinistra quelle del Regno di Cipro

 
Palazzo Cornaro-Spinelli


Sul Canal Grande. Fu fatto costruire nel 1485-90 da Pietro Lando, marito di Bianca Cornaro, sorella minore di Caterina.
E' attribuito a Mauro Condussi che in questo palazzo introduce al pianterreno l'uso del bugnato nell'architettura veneziana.
Nel 1542 fu acquistato da Giovanni Cornaro dalla famiglia Lando, che fece costruire un atrio da Michele Sanmicheli. Ai piani superiori bifore sormontate da un occhio e racchiuse da un arco più ampio.
L'atrio del Sanmicheli è d'ispirazione classica, alla romana.
Atrio

Nel '700 il palazzo fu acquistato dagli Spinelli.

 
Ca' Cornaro della Regina


Sul Canal Grande. Il palazzo preesistente fu acquistato nel 1419 da Giorgio Cornaro, nonno di Caterina. Dopo l'abdicazione divenne la residenza veneziana della regina.
Nel 1723 il vecchio palazzo fu demolito e fu costruito l'attuale da Domenico Rossi. L'architettura segna un ritorno alla classicità dopo gli eccessi del Rococò, il cui gusto sopravvive nei grandi mascheroni che segnano le chiavi di volta delle finestre del pianterreno.
Attualmente è sede dell'Archivio della Biennale.

Caterina Cornaro nelle arti figurative

Francesco Hayez, Caterina Cornaro spodestata dal regno di Cipro,1842
Accademia Carrara (in deposito al Teatro Donizetti), Bergamo.

La scena dovrebbe raffigurare il fratello Giorgio che convince la regina ad abdicare, mostrandole il gonfalone di Venezia che ormai sventola sulla città. A destra la nana Giacinta, serva della regina.

Anonimo, Ritratto di Caterina Cornaro in abiti vedovili, XV sec.
Museo civico, Asolo

Bottega di Tiziano, Ritratto di Caterina Cornaro, 1542
Galleria degli Uffizi, Firenze

Gentile Bellini, Ritratto di Caterina Cornaro, 1500 c.ca
Magyar Szépmüvészeti Múzeum, Budapest

Gentile Bellini, Miracolo della Croce caduta nel canale di S.Lorenzo, 1500 c.ca
Gallerie dell'Accademia, Venezia

 Nel 1369 Philippe de Mezieres, cancelliere del regno di Cipro, aveva donato alla Scuola Grande di San Giovanni evangelista un frammento della Vera Croce. Ogni anno questa reliquia veniva portata in processione dalla Scuola alla chiesa di San Lorenzo. Durante una di queste processioni (probabilmente nel 1500) - all'altezza del ponte che scavalcava il canale di San Lorenzo – per l'irruenza della folla la reliquia cadde nel canale. Miracolosamente rimase a galla, eludendo tutti i tentativi di prenderla eccezion fatta per quello di Andrea Vendramin, il Gran Guardiano della Scuola, ritratto al centro della tela mentre la pone in salvo.
Caterina Cornaro è la prima della schiera di nobildonne che assistono alla processione raffigurate sulla sinistra del dipinto.











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