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mercoledì 27 giugno 2012

La caduta di San Giovanni d'Acri (1291)

La caduta di San Giovanni d'Acri (1291)


Dopo la caduta di Gerusalemme (1187), la città costiera di San Giovanni d'Acri (l'attuale Akkon in Israele) era divenuta la capitale del regno, anche se i sovrani vennero sempre incoronati nella cattedrale di Tiro.
Al momento della caduta di Acri, il re di Cipro Enrico II Lusignano era titolare anche della corona del regno di Gerusalemme che aveva ricevuto il 15 agosto del 1286 nella cattedrale di Tiro dalle mani dell'arcivescovo Bonaccorso di Gloria che fungeva da vicario del patriarca di Gerusalemme.

Quando, il 5 aprile 1291 il sultano al-Ashraf arrivò davanti ad Acri con il suo esercito forte di 160.000 fanti e 60.000 cavalleggeri, re Enrico si trovava a Cipro.
La guarnigione crociata poteva schierare meno di 1.000 cavalieri e circa 14.000 fanti.

La pianta di Acri all'epoca dell'assedio

Le fortificazioni:

Le mura erano state rinforzate di recente per ordine di re Enrico. Una doppia cinta proteggeva la penisola dove sorgeva la città ed il sobborgo di Montmusart, diviso dalla città da un ulteriore muro. Dodici torri erano intervallate sia lungo il muro esterno che quello interno. Laddove le mura si volgevano ad angolo retto verso occidente, per poi proseguire nuovamente verso settentrione fino al mare, si ergeva una grande torre fatta costruire di recente da re Enrico, a cui corrispondeva sul muro interno la Torre maledetta. Di fronte alla torre di re Enrico si trovava un contrafforte fatto erigere da re Ugo (Torre di re Ugo). Questo era considerato il punto più vulnerabile della cinta muraria e qui vennero schierate le truppe cipriote e i cavalieri siriani agli ordini del fratello del re, Amalrico, integrate da quelle dei cavalieri teutonici. Alla loro destra i cavalieri francesi e inglesi, al comando di Giovanni di Grailly e di Ottone di Grandson, quindi i veneziani e i pisani e le truppe acritane.
Alla loro sinistra, a difesa del sobborgo di Montsumart, gli ospitalieri e i templari, agli ordini dei rispettivi Gran Maestri Giovanni di Villiers e Guglielmo di Beaujeu.

Torre delle mosche: sorgeva su un isolotto artificiale circa 70 m ad est della punta del frangiflutti meridionale del porto.

La Torre delle mosche

Probabilmente una fortificazione già vi esisteva in epoca fenicia. La torre i cui resti sono ancora visibili fu comunque ricostruita dai crociati dopo la conquista del 1104. Deve il nome proprio ai primi crociati che credettero di essere arrivati nella città biblica di Ekron, dove veniva adorato Ba'al-zebub (che letteralmente in ebraico significa appunto Signore delle mosche).
A questa torre veniva agganciata la catena che serviva a sbarrare l'accesso al porto.
Fu oggetto di furiosi combattimenti tra veneziani e genovesi durante la guerra di San Saba (1255-1270) volti ad assicurarsi il controllo del porto.
Sotto il governatorato ottomano di Jezzar Pasha (1775-1804) venne utilizzata anche come prigione.

L'assedio:
Il 6 aprile i musulmani cominciano a battere le mura con i mangani, tra questi ne schierano due di enormi dimensioni, capaci di scagliare massi del peso di un quintale e detti Furioso e Vittorioso. I difensori rispondono con i mangani piazzati sulle mura e con una catapulta installata su una nave pisana che reca gravi danni al campo musulmano. 
La notte del 15 aprile il  Gran Maestro dei Templari guida una sortita di 300 cavalieri con l'obiettivo di distruggere le macchine d'assedio. Colgono di sorpresa il campo nemico ma vengono ricacciati con gravi perdite senza raggiungere lo scopo. Stessa sorte subisce poche notti dopo l'incursione degli Ospedalieri. Viene deciso di interrompere le sortite.
Il 4 maggio re Enrico raggiunge Acri con un centinaio di cavalieri e 2.000 fanti su 40 navi e assume personalmente il comando della difesa.
L'8 maggio, giudicandola ormai indifendibile, i difensori abbandonano la torre di re Ugo incendiandola e lasciandola crollare.
Nella settimana successiva, sotto l'azione dei mangani e delle mine, la torre degli inglesi, quella della contessa de Blois, il tratto di mura presso la porta di Sant'Antonio e la torre di S.Nicola vengono gravemente danneggiate.
Il 15 maggio i difensori ripiegano sulle mura interne. Templari e Ospedalieri riescono a respingere nello stesso giorno un attacco in massa alla porta di sant'Antonio.
Il 18 maggio il sultano ordina l'attacco generale. Gli sforzi dei mamelucchi si concentrano sul saliente difeso dalla Torre maledetta che cade. Il maresciallo degli Ospedalieri, Matteo di Clermont, tenta infruttuosamente di lanciare un contracco per riprendere la torre nel corso del quale cade il Gran Maestro dei Templari Guglielmo di Beaujeu.

Dominique Louis Papety, Matteo di Clermont difende Tolemaide (l'antico nome di Acri, ndr) nel 1291, 1845, Sala delle Crociate, castello di Versailles.

Dopo un'accanita resistenza cedono anche le mura orientali difese dai francesi di Giovanni di Grailly, siniscalco del Regno di Gerusalemme, che viene ferito gravemente, e dagli inglesi di Ottone di Grandson; i musulmani penetrano e dilagano per la città.
I difensori corrono alle navi e s'imbarcano disordinatamente. L'anziano patriarca Nicola di Hanape affonda nella piccola imbarcazione dove era stato trasportato per aver permesso a troppa gente di salirvi.

Lionello Spada, Espugnazione di Tolemaide, 1610,
 Palazzo del Gran Maestro, La Valletta.
Templari e Ospitalieri proteggono l'evacuazione della città in fiamme.
 
Resiste solo la fortezza templare – il mastio del Tempio, rafforzato da cinque possenti torri che era chiamato la Cupola di Acri - all'estremità sudoccidentale della città (vedi sopra pianta di Acri) dove si rifugiano i cavalieri superstiti e molti cittadini al comando del maresciallo dell'Ordine Pietro di Sevrey.
Il 28 maggio una mina fa crollare quasi completamente il lato della fortezza verso la terraferma. Al-Ashraf lancia 2.000 mamelucchi dentro la breccia che finiscono sepolti insieme ai difensori nel crollo generale dell'edificio.
Il regno di Gerusalemme cessa di fatto di esistere.

Dopo aver conquistato la città, al-Ashraf la fece radere al suolo per impedire che potesse essere utilizzata in futuro dai crociati come testa di ponte. Scavi condotti negli anni Cinquanta e Sessanta hanno riportato alla luce alcuni resti dell'epoca crociata.

Topografia attuale della città di Acri (Akkon)


La fortezza principale crociata si trovava nella parte nordoccidentale della città. Gli scavi hanno riportato alla luce ampie strutture al di sotto e a sud della cittadella anglo-ottomana. Qui si trovava anche il palazzo reale di Acri.
Circa 4.500 mq di costruzioni crociate sono state ritrovate all'angolo nordoccidentale della città vecchia.
Nel XIII secolo quest'area corrispondeva al centro della città che era tre volte più grande di quella attuale. Si tratta del quartier generale degli Ospedalieri e le costruzioni più antiche risalgono alla prima conquista della città da parte dei crociati nel 1104. E' un vasto complesso di sale e stanze che si aprono su un cortile centrale scoperto. Quando, nella seconda metà del XVIII, il governatore ottomano di Acri, Ahmed al-Jazzar, decise di costruire in quest'area la cittadella, le sale dei cavalieri di S.Giovanni furono riempite di terra.

La corte centrale come appare oggi, sullo sfondo, l'ingresso al refettorio degli Ospedalieri su un livello più basso. Sulla sinistra, l'ampia scalinata che conduceva al secondo piano.

Il lato meridionale della corte centrale con la vera in pietra di un pozzo che rappresentava la fonte d'acqua del complesso. Sul livello superiore, le mura settentrionali della cittadella anglo-ottomana.


Il Refettorio. E' un'ampia sala (30x15 m) ricoperta da 8 volte a crociera innervate da costoloni e sostenute da tre grandi pilastri circolari (diam. 3 m). A due angoli della sala sono scolpiti nella pietra i gigli della corona di Francia.


Un corridoio molto stretto collega questa sala alla cripta della chiesa di S.Giovanni, oggi completamente distrutta, dove si trovano molte sepolture crociate.

Lastra tombale crociata, 1290

L'Ospedale. Sul lato orientale della corte si apre la cosiddetta "sala grande" (45x30 m) che presenta 20 volte sostenute da 15 pilastri quadrati. Era la corsia dell'Ospedale. Al di sopra di essa si alzava su tre o quattro piani il palazzo dell'Ordine come raffigurato in alcuni disegni dell'epoca.

L'Ospedale
 
La galleria dei Templari: è un passaggio sotterraneo lungo 350 metri che dal Tempio – che si trovava all'angolo sudoccidentale della città – conduceva al porto passando sotto il quartiere pisano. Veniva normalmente utilizzata per far giungere alla fortezza quanto scaricato in porto dalle navi ma all'occorrenza costituiva anche una via di fuga segreta.
La parte inferiore della galleria è scavata direttamente nella roccia, mentre la parte superiore è fatta di pietre tagliate, ed è coperta da una volta a botte.
 
 
 
Narrativa moderna e contemporanea:


Robyn Young, Crociata, 2010, TEA

Secondo capitolo della trilogia dedicata dall'autrice agli ultimi anni del Regno di Gerusalemme. Quasi interamente ambientato ad Acri, attraverso le vicende di un cavaliere templare di origini scozzesi, William Campbell, il romanzo ripercorre a partire dal 1274 gli eventi storici che portarono alla dissoluzione del Regno gerosolimitano con la caduta della città.
Molto accurata la ricostruzione storica e dettagliata la descrizione dei luoghi. Forse un po' ingenua e non sempre scorrevole la trama.







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