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mercoledì 21 dicembre 2016

La contea di Edessa

La contea di Edessa (1098-1150)

Nel 1050 la città di Edessa (l'attuale Urfa in Turchia) era ancora bizantina, poi nel 1077 un armeno di nome Philaretus Brachamius se ne impadronì facendone la capitale di un principato indipendente che si estendeva fino ad Antiochia.
Nel 1087 Edessa cadde in mano ai turchi selgiuchidi.
Attorno al 1094, l'emiro selgiuchide di Damasco, Tutush I, occupò la città e vi insediò come governatore l'armeno Thoros, un vecchio luogotenente di Philaretus. Nel 1095, questi eliminò la guarnigione turca della cittadella e si rese padrone della città. Attaccato dai turchi, fu costretto a chiedere aiuto ai Crociati che stavano avanzando in Asia Minore.
Nel 1098 rispose all'appello il fratello di Goffredo di Buglione, Baldovino di Boulogne, che lasciò il corpo principale dell'esercito crociato e si diresse prima a sud in Cilicia e poi verso est a Edessa.
Baldovino convinse Thoros ad adottarlo e poco dopo, quando Thoros fu assassinato nel corso di una sommossa (9 marzo 1098), Baldovino gli successe costituendo la contea di Edessa che divenne il primo stato crociato in Terrasanta.

La contea di Edessa nella sua massima espansione (1131) 

La contea era suddivisa nei seguenti feudi principali:

1. Turbessel: era una delle fortezze più importanti della contea, controllava l'area ad ovest dell'Eufrate e presidiava il confine con il Principato di Antiochia. Nel 1101 il conte Baldovino di Le Bourcq v'infeudò il cugino Joscelin di Courtenay ma nel 1113, a causa dell'impoverimento delle sue terre troppo esposte alle incursioni selgiuchidi, annesse il feudo al demanio comitale a cui rimase fino alla fine della contea e di cui divenne capitale dopo la caduta di Edessa (1144) fino alla conquista di Norandino (1151).

2. Bira: occupava un'importante posizione strategica controllando il passaggio sull'Eufrate della strada che da Edessa conduceva ad Antiochia. Inizialmente vi fu lasciato al comando il signore armeno locale. A partire dal 1115, esasperato dalle continue cospirazioni degli armeni, Baldovino di Le Bourcq procedette alla progressiva rimozione della nobiltà locale dai posti di comando. Nel 1117 conquistò la città manu militari e vi infeudò un suo cugino, Galeran di Puiset. Nel 1151 fu anch'essa conquistata da Norandino.

3. Marash (Germanicia Caesarae in epoca romana e Germanikeia in epoca bizantina, corrisponde all'attuale cittadina turca di Kahramanmaraş ): conquistata dai crociati nel 1097 fu inizialmente restituita ai bizantini ma già nel 1100 cadde in mano ai turchi.
Nel 1104 fu conquistata dagli edesseni al comando di Joscelin di Courtenay, all'epoca Signore di Turbessel. Vi si alternarono quindi diversi feudatari, l'ultimo dei quali, Rinaldo di Marash, morì insieme a Raimondo di Poitiers combattendo contro il Norandino sotto le mura della fortezza di Inab (1149). Annessa da Joscelin II al demanio comitale, cadde dopo pochi mesi nelle mani del Sultanato di Iconio.

Baldovino I di Boulogne (1098-1100)

Baldovino II di Le Bourcq (1100-1118): quando Baldovino I fu incoronato re di Gerusalemme (24 dicembre 1100) lasciò la contea al cugino Baldovino di Le Bourcq che divenne il secondo conte di Edessa. Per consolidare i suoi rapporti con gli armeni, nel 1101 sposò Morfia, figlia del Signore armeno di Melitene, Gabriele.

Battaglia di Harran (7 maggio 1104): Nel 1104 il principe Soqman di Mardin e Jerkemish reggente di Mossul unirono le proprie forze nel tentativo di riconquistare Edessa. Accorsero in aiuto di Baldovino il cugino Joscelin di Courtenay – che aveva infeudato a Turbessel – e Boemondo I di Antiochia. Gli eserciti si scontrarono nei pressi della fortezza selgiuchide di Harran, l'antica Carre. L'esercito di Edessa, guidato da Baldovino e Joscelin, si dispose sulla sinistra dello schieramento mentre sulla destra si disposero gli antiocheni di Boemondo e Tancredi. Quasi subito l'ala destra selgiuchide prese a ritirarsi inseguita dalla cavalleria edessena che andò ad infilarsi in un'imboscata. Boemendo, sconfitti i reparti che lo fronteggiavano non riuscì a portare aiuto agli edesseni accerchiati che furono massacrati. Baldovino, Joscelin e l'arcivescovo di Edessa Benedetto furono catturati. Boemondo rientrò ad Antiochia per raccogliere nuove truppe mentre Tancredi si diresse ad Edessa per organizzarne la difesa e dove fu insignito della reggenza.

Tancredi tenne la reggenza della contea di Edessa – dove nominò governatore suo cugino Riccardo di Salerno – fino al 1108 quando Baldovino di Le Bourcq fu liberato dalla prigionia e, obtorto collo, Tancredi dovette cedergli la contea..
Nel 1113 Baldovino si riprese il feudo di Turbessel, esiliando a Gerusalemme il cugino Joscelin di Courtenay.
Ciononostante, alla morte di re Baldovino I di Gerusalemme (1118), Joscelin appoggiò la candidatura di Baldovino di Le Burcq che fu incoronato re di Gerusalemme (14 aprile 1118) e ne fu ricompensato con la contea di Edessa.

Armi dei Courtenay

 Joscelin I di Courtenay (1119-1131): sposò in prime nozze (1100-1104) Beatrice, la figlia del Signore armeno di Vahka (l'attuale cittadina di Feke in Turchia), Costantino, da cui ebbe Joscelin. Rimasto vedovo, sposò in seconde nozze (1121) Maria di Antiochia, figlia di Riccardo di Salerno da cui ebbe una figlia femmina di cui non si conosce il nome.
Nel 1123 mentre pattugliava il territorio della contea fu catturato insieme al re Baldovino II dai selgiuchidi ma fu rapidamente liberato da un'incursione di soldati armeni.
Nel 1125 guidò il centro dello schieramento crociato nella vittoriosa battaglia di Azaz, in territorio edesseno a nord di Aleppo, contro le forze dell'atabeg di Mossul, al-Bursuqi (cfr. scheda il Regno di Gerusalemme).
Morì nel 1131 per le ferite riportate nel corso del crollo di una galleria di mina mentre assediava un piccolo castello a nord di Aleppo.


Minareto della Ulu cami di Edessa

La Ulu cami di Edessa fu costruita nel 1170 incorporando i resti di una preesistente chiesa cristiana del VI sec. dedicata a Santo Stefano e che i musulmani chiamavano chiesa rossa. La torre campanaria a base ottagonale di questa chiesa, riutilizzata come minareto della moschea, è una delle pochissime testimonianze architettoniche riconducibili al periodo crociato ancora visibili.
 
Joscelin II di Courtenay (1131-1150): nel 1138, insieme al principe di Antiochia Raimondo di Poitiers, partecipa alla campagna condotta da Giovanni II Comneno contro l'atabeg di Mossul Zengi che ottenne solo effimeri risultati anche a causa dello scarso impegno dei due vassalli.
Nel 1140 diviene vassallo di Raimondo di Poitiers.

La caduta di Edessa: nel 1144 Zengi attaccò Kara Arslan, il principe ortoqide di Diarbekyr, che era alleato di Joscelin II di Edessa che uscì dalla città e con il grosso dell'esercito si diresse verso l'Eufrate per tagliare la via di rifornimento dell'esercito nemico. Zengi, informato della manovra, puntò quindi sulla sguarnita Edessa dove giunse il 28 novembre.
Joscelin ripiegò su Turbessel ma non osò attaccare Zengi preferendo attendere i rinforzi inviati dalla regina Melisenda di Gerusalemme al comando del Conestabile Manasse di Hierges mentre Raimondo, di cui pure era vassallo, si rifiutò di intervenire.
Il comando delle poche forze rimaste a difendere Edessa fu affidato all'arcivescovo latino, Ugo II.
Il 24 dicembre un mina fa crollare un ampio tratto di mura nei pressi della Porta delle Ore e i turchi penetrano all'interno dando inizio al massacro dei latini in cui trova la morte anche l'arcivescovo. Il 26 si arrende anche la cittadella al cui comando si trovava un ecclesiastico giacobita di nome Barsauma.

Joscelin cercò di riorganizzare la contea nei territori ad ovest dell'Eufrate ancora in suo possesso ponendo la nuova capitale a Turbessel.
Nell'ottobre del 1146, approfittando dell'assassinio di Zengi, riuscì anche con un colpo di mano a riprendere Edessa – ad eccezione della cittadella – ma fu costretto a ritirarsi in novembre dall'approssimarsi dell'esercito di Norandino, il figlio di Zengi.

La cittadella di Edessa

Nel 1150, mentre era diretto ad Antiochia in cerca d'aiuto, fu catturato dai turchi e condotto ad Aleppo dove morì dopo nove anni di prigionia. Lo stesso anno la moglie Beatrice vendette ciò che rimaneva della contea ai bizantini e si trasferì a Gerusalemme con i suoi tre figli: Agnese (1), che sposerà re Amalrico I di Gerusalemme (1158), Joscelin III ch ereditò il mero titolo di conte di Edessa e Isabella, che sposerà Thoros II d'Armenia.


Note:

(1) Agnese di Courtenay si sposò quattro volte: la prima con Rinaldo di Marash, morto nella battaglia di Inab (1149); la seconda con Amalrico I di Gerusalemme, a cui l'Alta Corte impose l'annullamento del matrimonio per poter salire al trono; la terza con Ugo d'Ibelin che morì nel 1169 e l'ultima con Rinaldo di Sidone.

Schede correlate:

Principato di Antiochia; Regno di Gerusalemme

 

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