Chiesa di San Giusto a San
Maroto (Pievebovigliana)
La chiesa sorge su un
piccolo rilievo in località San Giusto a San Maroto, frazione del
comune di Pievebogliana (MC).
La struttura originaria
presenta una pianta circolare su cui s'innestano quattro cappelle
radiali semicilindriche. E' coperta da una cupola a centro pieno che
s'imposta direttamente sul cilindro di base.
La muratura –
interamente in pietra calcarea - è
articolata all'esterno da un doppio ordine di archetti pensili, da
lesene e da uno zoccolo aggettante; all’interno è invece decorata
solo da un toro che corona il corpo centrale e da filari in bicromia
alternata nelle due absidi delle cappelle sud-ovest e nord-est.
Originariamente
l'edificio presentava sette aperture, sette monofore rastremate verso
il centro e con la fessura centrale chiusa da una sottile lastra di
alabastro.
Cappella sud-est
Di
queste, l'unica ad avere un archetto rosa è quella della cappella
sud-est. Inoltre,a differenza delle altre, tale apertura, è
messa in risalto, all’esterno, da un altro particolare che può
quasi sfuggire ad un occhio non attento: lo spazio tra le due lesene
da cui è incorniciata, al di sopra dello zoccolo di base, è
decorato da una fila di conci di pietra posti in verticale invece che
in orizzontale, e tutti delle stesse dimensioni.
Indubbiamente questa
caratteristica dava e dà un significato particolare alla monofora,
probabilmente un valore simbolico che si è perso con il passare dei
secoli. La spiegazione più semplice è un collegamento con il
percorso del sole in relazione all’ingresso della luce in
particolari periodi dell’anno, come solstizi o equinozi:
L’impressione è quella
che tanta cura nasconda qualcosa di più complesso, o perlomeno, con
un significato più profondo.
La finestra in stile gotico
Di
queste finestre sei sono ancora in loco, concentrate sui lati
nord-est e sud-est; mentre i materiali della settima, smantellata nel
Trecento per la costruzione di un ampio finestrone in stile
goticheggiante, sono stati utilizzati per creare una monofora in
stile con le altre nella cappella sud-ovest.
a destra la torre campanaria e a sinistra la sacrestia
Nello
stesso periodo furono addossati all’edificio altri due corpi di
fabbrica realizzati in pietra sbozzata: la sacrestia, che ha occultato completamente la cappella di
nord-est, e il campanile che ha coperto l’ingresso originale sul
lato ovest. Proprio la costruzione di questi annessi rese necessaria
l’apertura di nuove finestre, infatti, oltre a quella già citata,
ne furono create due rettangolari sul cilindro di base al di sopra
delle cappelle.
Oggi l’esterno appare
decorato solo da archetti e lesene; in realtà ciò non è affatto
vero, in quanto gli archetti poggiano su peducci di pietra che in
origine erano decorati con incisioni. Queste
ultime per la maggior parte sono andate perdute a causa della
erosione della pietra, poiché di formazione calcarea, e per tal
motivo in molti casi i peducci sono stati sostituiti. Sei, però,
riportano ancora i decori originali.
Le uniche decorazioni a
fresco si trovano nel vano della torre campanaria. La più antica di
queste, una Madonna con Bambino e San Giovanni Battista, riporta,
nell'iscrizione dedicatoria in caratteri gotici, la data del 1373 e
viene attribuita a Diotallevi di Angeluccio da Esanatoglia. L'iscrizione riporta che l'affresco venne fatto realizzare da Luca, figlio di Mastro Giovanni ad onore di Dio e in memoria dell'anima del padre.
Madonna con Bambino
San Giovanni Battista
particolare dell'iscrizione dedicatoria