L'Hebdomon
L'Hebdomon era un sobborgo di
Costantinopoli che sorgeva lungo la via Egnatia, a circa 7 miglia (da
cui il nome) ad ovest del Milion, nella località oggi nota come
Bakirkoy. Era una sorta di “Versailles degli imperatori bizantini”
(Thibaut) accanto a cui si trovava il campo di marte dove si
svolgevano le manovre e si acquartieravano le truppe prima o dopo le
campagne militari.
Palazzo imperiale
Il
Palazzo imperiale di Hebdomon fu originariamente costruito
dall'imperatore Valente (364-378). Successivamente fu completamente
ricostruito da Giustiniano e prese il nome di Iokoundianai.
L'imperatore vi soggiornava
volentieri e da qui vennero emanate molte delle sue leggi. Il palazzo
compare nelle fonti anche con il nome di Sekoundianai,
nome che potrebbe coinvolgere nella sua costruzione Secundinus che
nel 492 fu nominato eparca di Costantinopoli da Anastasio I con il
compito di sedare la rivolta degli Isauri e ristrutturare gli edifici
danneggiati nel corso della quale.
Le fondamenta del palazzo imperiale (2015)
Colonna di Teodosio II
In una piazza del paese rimane
rovesciato un fusto monolitico di granito grigio bluastro levigato,
lungo m 11,25, del diametro inferiore di m 1,50 e superiore di m
1,36, riferibile ad una colonna onoraria, a cui doveva appartenere
l'iscrizione frammentaria su base di marmo bianco proconnesio, lunga
m 2,30, larga m 1,94, alta m 0,75, oggi collocata nei giardini di
Santa Sofia.
L'iscrizione è stata integrata dal
Demangel:
D(ominus) N(oster)
Theodo[sius pius felix August]us - imperator et [fortissimus
triumfato]r - [gentium barbararum pere]nnis [et ubiqu]e - [victor
pro]votis sororum pacato - [orbe Romjano celsus exultat.
La colonna risulta così
dedicata a Teodosio II dalle sorelle Pulcheria, Arcadia e Marina, e
la pace a cui si allude nell'iscrizione può essere o quella con i
Persiani del 422, o, più probabilmente, il trattato con gli Unni del
449 giacché la colonna potrebbe essere stata fatta erigere da
Pulcheria che in quell'anno venne riammessa a corte dopo essere stata
esiliata proprio nel palazzo imperiale di Hebdomon. Sappiamo inoltre
che questa colonna era vicina al palazzo imperiale e che cadde al
suolo nel terremoto del 557. La base della colonna venne ritrovata
nel cortile di un complesso residenziale oggi al civico 3 di
Cevizliyalı Sokak, il palazzo imperiale doveva quindi sorgere nelle
immediate vicinanze.
Palazzo Magnaura
Un altro edificio residenziale era il
palazzo di Magnaura che sorgeva praticamente in riva al mare su un
promontorio che portava lo stesso nome. Probabilmente qui,
originariamente, si radunavano i membri del Senato – come
nell'omonimo palazzo cittadino (Magnaura deriva infatti dal latino
magna aula) - per rendere omaggio all'imperatore che tornava da
una campagna vittoriosa.
Kampos
Nella spianata dove
ora sorge l'ippodromo Veli Efendi si estendeva il campo di Marte dove
si svolgevano le esercitazioni militari e si acquartieravano le
truppe che giungevano nella capitale.
Da qui partivano i cortei
trionfali che entravano in città attraverso la Porta d'oro e
percorrevano la Mese fino al palazzo imperiale e a santa Sofia. Per
questa ragione, a partire da Valente, una decina di imperatori furono
proclamati qui, a sottolineare l'importanza politica assunta
dall'esercito in quel periodo. La proclamazione avveniva su una
tribuna, fatta erigere da Valente, che si affacciava sul campo di
Marte.
Resti del muro della tribuna
Chiesa di San Giovanni Battista
Fu fatta erigere da Teodosio I nel 391
per accogliere la reliquia della testa di San Giovanni Battista e poi
completamente ricostruita da Giustiniano. Fu probabilmente restaurata
nuovamente sotto Basilio I (867-886).
Durante gli scavi del 1921-1923
emersero i resti dell'abside. Sulla scorta della descrizione di
Procopio sappiamo che la chiesa giustinianea aveva una pianta
ottagonale - del tipo di quella di San Vitale di Ravenna o della
chiesa costantinopolitana dei SS. Sergio e Bacco – tutto attorno al
giro di colonne che racchiudeva lo spazio centrale correva un
deambulatorio sovrastato dalle gallerie. Le poche evidenze
architettoniche scomparvero nel 1965 con la costruzione dell'ospedale
di Bakirkoy.
Chiesa di San Giovanni Evangelista
A pianta
basilicale, risaliva originariamente probabilmente all'epoca di
Costantino il grande. Andata distrutta nel VII secolo, fu ricostruita
anch'essa da Basilio I. Nel corso degli scavi del 1921-1923, in
prossimità della chiesa del Battista, emerse un pavimento decorato a
mosaico che poteva appartenere ad un edificio di culto a pianta
basilicale. E' comunque possibile che i lavori di ristrutturazione
intrapresi sotto Basilio I abbiano realizzato la fusione tra le due
chiese, questo spiegherebbe anche perché a partire da quest'epoca la
chiesa dedicata al Battista scompare completamente dalle fonti.
L'Ipogeo
Il corridoio anulare
Nell'area dove sorge
attualmente l'ospedale psichiatrico è stato ritrovato un sepolcro
ipogeo. Si tratta di una costruzione a pianta circolare trasformata
in croce dall'intersecarsi di due navate ortogonali e circondata da
un corridoio anulare. I quattro grandi pilastri che risultano
dall'intersecarsi delle due navate sostengono la volta a cupola.
Giacché
nell'epitaffio di Basilio II (976-1025) - tramandatoci dalle fonti –
è scritto che l'imperatore volle farsi seppellire all'Hebdomon, si
era ritenuto che l'ipogeo fosse il luogo della sua sepoltura. Si
tratta invece di un edificio del V secolo, epoca a cui appartengono
anche i sei sarcofagi ritrovati al suo interno, ovvero in sei delle
otto nicchie ricavate nella muratura.
Uno dei sarcofagi ritrovati all'interno dell'ipogeo
Museo Archeologico di Istanbul
Un
sarcofago ritrovato in prossimità della chiesa del Battista (vedi
sopra) e oggi disperso, venne attribuito all'imperatore, che
probabilmente venne sepolto all'interno della chiesa.
Il sarcofago (oggi disperso) attribuito a Basilio II
Ad ogni modo,
Giorgio Pachimere nella sua Historia
rerum a Michaele Palaeologo ante imperium et in imperio gestarum,
scritta all'epoca di Michele
VIII Paleologo, racconta che nel 1260, mentre il Paleologo assediava
le fortificazioni di Galata, alcuni suoi parenti si recarono nella
chiesa del Battista al'Hebdomon ormani in rovina e s'imbatterono
nelle ossa di un uomo il cui epitaffio diceva essere stato
l'imperatore Basilio II. Secondo il cronista, Michele fece recuperare
i resti del suo predecessore per farli seppellire nel katholikon del
monastero del Salvatore a Selymbria (mai identificato). Le spoglie
del Paleologo sarebbero state ivi traslate pochi anni dopo la sua
morte e tumulate accanto a quelle del suo illustre predecessore.
Cisterna di Hebdomon (Fildami
Sarnici)
E' una cisterna a cielo aperto e misura
127x76 metri. Può contenere fino a 125.000 metri cubi d'acqua. La
sua costruzione risale al V-VI secolo.
In prossimità dell'angolo
sudovest, si trova una torre piezometrica di epoca successiva
mediante la quale era possibile misurare la pressione dell'acqua
all'interno della cisterna.
Il toponimo turco (Fildami sarnici,
letteralmente "cisterna degli elefanti") è dovuto al fatto
che per un periodo in epoca ottomana vi vennero sistemate le stalle
degli elefanti del sultano. Originariamente la cisterna doveva
provvedere al fabbisogno delle truppe acquartierate nel Kampos (campo
di marte) dell'Hebdomon.
la torre piezometrica